Nella nuova super Champions League, per ora, solo Inter e Atalanta sono nel novero delle prime otto squadre che – se terminasse oggi la prima fase – sarebbero qualificate direttamente agli ottavi di finale.

Le altre tre italiane, Bologna, Juventus e Milan, invece ballano tra la zona playoff (le ultime due) e quella dell’eliminazione (gli emiliani).

Fronte Bologna

Tutte e tre giocheranno mercoledì e per la squadra di Vincenzo Italiano la sfida al Benfica, oggi nove punti, è praticamente l’ultima spiaggia. Il ritorno in Champions dei rossoblù, infatti, è stato più difficoltoso del previsto con appena un pari nelle cinque partite disputate a inizio percorso e poi quattro sconfitte consecutive.

Quella di questo mercoledì, però, sarà una prima volta in Champions tra queste due squadre, mentre è la terza competizione europea consecutiva in cui il club portoghese sfida squadre italiane: nel 2022-23 batté due volte la Juventus, per poi affrontare anche l’Inter (un pari e un ko); nel 2023-24 di nuovo avversaria l’Inter, contro cui pareggiò una volta e perse l’altra.

Per il Bologna, inoltre, si tratta della prima trasferta portoghese dal 1998 a oggi, quando i rossoblù sconfissero lo Sporting Lisbona. E per chi crede che il fattore casa possa giocare a favore solo del Benfica, la squadra lusitana ha vinto appena una delle ultime sei gare tra le mura amiche in Champions League: il 4-0 rifilato all’Atletico Madrid conquistato in questa edizione della Champions.

Fronte Juventus

L’altro duello sarà quello tra Juventus e Manchester City, con entrambe che ambiscono a un piazzamento tra le prime otto nonostante il recente passato metta di fronte due club con diversi problemi.

La Juventus ha iniziato il girone di Champions League in modo brillante, conquistando due vittorie nelle prime due giornate. Tuttavia, il rendimento è calato con soli due punti raccolti negli ultimi tre incontri (due pareggi e una sconfitta).

La squadra di Thiago Motta fatica a trovare continuità: sebbene sia ancora imbattuta in campionato, gli 11 pareggi stagionali – l’ultimo dei quali arrivato sabato con il Bologna – evidenziano una difficoltà cronica della compagine bianconera nel portare a casa i tre punti in partite equilibrate.

I punti in Europa sono 8, gli stessi dei Citizens e due appena sono le lunghezze dall’ottavo posto, quindi tutto è ancora possibile per i bianconeri nonostante in tanti critichino l’inizio di stagione, il secondo peggiore degli ultimi anni dopo quello del tanto bistrattato Massimiliano Allegri.

Non se la passa bene nemmeno la squadra di Guardiola che sta attraversando uno dei momenti più difficili degli ultimi anni. Dopo un ottimo inizio di stagione la macchina perfetta sembra essersi inceppata: per i Citizens si conta una sola vittoria nelle ultime nove gare, accompagnata da ben sei sconfitte.

I problemi del City non si limitano ai risultati, ma i guai, in questo momento, sono soprattutto di testa: “Siamo fragili, abbiamo perso un sacco di partite e avremmo bisogno di vincere, soprattutto per la fiducia” ha detto Pep.

A Torino, più che talento, serviranno nervi saldi: Guardiola riuscirà a invertire la rotta o la crisi dei suoi uomini si aggraverà ulteriormente? La parola al campo.

Fronte Milan

Infine Milan-Stella Rossa con i rossoneri che dopo un avvio horror in Champions con due sconfitte in altrettante partite, sono riusciti a piazzare tre successi consecutivi portandosi a quota 9 punti e avvicinando sensibilmente la zona qualificazione diretta.

Di contro la squadra di Belgrado che, solo nell’ultimo turno europeo, è riuscita a porre fine a un’emorragia lunga da inizio anno. La prima vittoria è arrivata contro lo Stoccarda, mentre prima invece solo quattro ko consecutivi.

Sulla carta dovrebbe essere un avversario abbordabile, ma la discontinuità del Milan tra campionato e coppa rende la sfida imprevedibile. Non aiuta di certo l’assenza di Pulisic, autentico trascinatore di questa parte di stagione con 8 gol e 5 assist.

Fonseca studia le alternative: Loftus trequartista centrale con Musah ancora esterno oppure Loftus con Chukwueze. O ancora, ipotesi abbastanza remota, Morata nel ruolo di Pulisic, con Abraham davanti e Musah esterno. Una cosa è certa, il finale di questo 2024 sarà decisivo e da capire ci sarà anche come gestire Leao.