L’Italia fa e disfa tutto da sola, contro la Germania, nella gara di ritorno dei quarti di finale di Nations League.
Problematiche e riscatto
Finisce 3-3, con tanto rammarico, sia per come si è persa la sfida di andata a San Siro, 2-1 subendo la rimonta dei tedeschi, e per come è maturato il pareggio di Dortmund.
Una nazionale, quella di Spalletti, apparsa quasi spaesata nel primo tempo con errori colossali, tre gol subiti, di cui un ‘golasso’ che non si vede neanche nei dilettanti.
Poi una ripresa tutto cuore, con alcuni interpreti, più tecnici, messi al posto giusto, per una squadra a cui serve la verve e l’imprevedibilità palla a terra, soprattutto contro i giganti tedeschi che di testa hanno imperversato, nelle due sfide, dalle parti di Donnarumma.
L’11 iniziale di Spalletti, condizionato anche dalle assenze di giocatori di livello assoluto come Dimarco, Cambiaso, Calafiori e Retegui, ha visto un Maldini ancora troppo acerbo per gare di questo tenore ma un Kean in grande spolvero.
Due gol per l’attaccante della Fiorentina e tanti rimpianti, forse anche per la Juventus, che lo ha lasciato andare troppo velocemente.
Con questa eliminazione l’Italia viene inserita nel Gruppo I delle qualificazioni ai Mondiali del 2026 che si terranno in Messico, Stati Uniti e Canada.
Prospettiva Mondiali
Gli Azzurri se la dovranno vedere con la Norvegia di Haaland, che ha vinto per 5-0 nella prima in casa dei moldavi, Israele, Estonia e proprio la Moldavia.
L’esordio per la squadra di Spalletti sarà il 6 giugno in casa dei norvegesi, mentre il 9 giugno ci sarà la prima in Italia contro la Moldavia.
C’è tempo per il ct di rimettere a posto le cose, ricostruire il morale e cercare di far giocare la squadra, come il tecnico vuole, per tutti i 90’, evitando cali di tensione e disattenzioni clamorose.
Andamento gara
Il secondo gol della Germania ha veramente dell’incredibile, con Donnarumma e tutta la difesa che, prima di un calcio d’angolo, si mettono a parlare con l’arbitro e non pongono attenzione a Kimmich e Musiala che confezionano il 2-0 a porta vuota.
La reazione poi c’è stata, anche grazie agli inserimenti di Politano, Raspadori, Frattesi e Zaccagni, e per poco non ne usciva il miracolo, se l’arbitro Marciniak non avesse prima assegnato e poi tolto, dopo il consulto al Var, un rigore apparso netto al 74’.
“Da qui bisogna ripartire”, dice Spalletti, che sa quali corde toccare, ma contro Norvegia, Israele, Estonia e Moldavia, non ci possono essere altri passi falsi in stile Macedonia.