La sconfitta umiliante per 3-0 in casa della Norvegia, la qualificazione diretta al Mondiale 2026 che sembra già un miraggio, l’esonero di Luciano Spalletti annunciato dallo stesso Ct nella conferenza stampa di presentazione della sfida di stasera contro la Moldavia a Reggio Emilia.
Un nuovo terremoto scuote la Nazionale italiana di calcio, costretta a correre subito ai ripari per evitare lo spettro della terza qualificazione mondiale consecutiva mancata.
La sfida di stasera
L’ormai ex Ct toscano guiderà per l’ultima volta la squadra nella partita già decisiva di oggi: è necessaria, infatti, una vittoria convincente con diversi gol di scarto per riequilibrare la differenza reti, che potrebbe essere fondamentale in caso di arrivo a pari punti alla fine del girone.
Il rotondo 6-0 in amichevole a Firenze, nel 2020, nell’ultimo precedente fra le due nazionali, arrivate al loro quinto scontro diretto.
Bilancio nettamente a favore degli Azzurri, con cinque successi, 15 goal segnati e solo 2 subiti.
Il primo risale al 5 ottobre 1996, nel girone di qualificazione al Mondiale di Francia ’98: vittoria dell’Italia in trasferta per 1-3.
Probabili scelte
Per la sua ultima panchina Azzurra Spalletti dovrebbe affidarsi nuovamente, in attacco, alla coppia Raspadori–Retegui.
Probabile cambio sulle fasce, dove Cambiaso e Dimarco sembrano preferiti a Zappacosta e Udogie, con la conferma del 3-5-2.
A centrocampo, a fianco di Tonali, salgono le quotazioni di Ricci al posto di Rovella e di Frattesi su Barella.
Ancora fiducia, in difesa, a Coppola, una delle pochissime note positive della disfatta di Oslo di venerdì sera.
Il successore
Ma lo sguardo di esperti e appassionati va già oltre, pensando a chi sarà il prossimo allenatore.
In pole position il nome di Claudio Ranieri: dopo aver salvato la stagione della Roma, portandola dall’orlo della zona retrocessione alla qualificazione sfiorata alla Champions League, il tecnico romano sarebbe chiamato a una nuova missione altrettanto complicata.
Ha dimostrato più volte in carriera di saper subentrare e incidere immediatamente a livello psicologico e di compattezza di gruppo, plasmando squadre che non brillano per l’estetica del loro gioco, ma che fanno del pragmatismo e della concretezza dei risultati le loro armi migliori.
Quello che servirebbe adesso alla Nazionale. Per questo il presidente della Figc Gabriele Gravina sta cercando di convincerlo, nonostante il nuovo ruolo da dirigente assunto nella Roma dopo aver portato sulla panchina Gian Piero Gasperini.
Non si esclude l’ipotesi doppio incarico per Sir Claudio.
La pista alternativa porta a Stefano Pioli, reduce da una stagione non entusiasmante in Arabia Saudita, alla guida dell’Al-Nassr, e pronto a rimettersi in gioco nel calcio italiano.
L’ex allenatore del Milan sembrava poter rientrare nel valzer delle panchine di Serie A delle ultime settimane, ma i club per ora hanno fatto scelte diverse. Ora la Nazionale potrebbe offrigli una nuova prestigiosa opportunità.