Solo una vittoria e la Virtus Bologna tornerà campione d’Italia a quattro anni dall’ultima volta. La formazione di coach Ivanovic, dopo il successo in una gara-1 tirata fino all’ultimo possesso, ha mostrato la propria forza nel secondo match della serie, vinto 75-65, potendo contare su una panchina più lunga e qualitativa, decisiva poi per il risultato finale. Oltre al solito Shengelia, sempre più dominante, spiccano la doppia cifra Akele (10 punti) e un Pajola ispirato anche nella metà campo offensiva con tre triple fondamentali per un bottino totale di 11 punti. Dall’altra, Poeta ha provato a schierare in quintetto il francese Mobio – con scarsi risultati – e solo Ivanovic (12 punti) ha sostenuto la coppia Bilan-Burnell (31 punti totali). È mancato all’appello ancora una volta, Amedeo Della Valle, che dopo il canestro da due nei primi minuti del match, non ha trovato più punti dal campo, chiudendo a quota 3 con un tiro libero.

Difficile per Brescia spuntarla con solo 65 punti all’attivo e un 31% dall’arco, ma ancora più pesante è l’assenza di Ndour, che Poeta sta provando in tutti i modi a recuperare per la decisiva gara-3. L’esperto senegalese si è dimostrato un giocatore troppo impattante per l’economia del gioco bresciano, specialmente nella metà campo difensiva e i 17 rimbalzi offensivi catturati dalle V Nere in gara-2 ne sono la dimostrazione. Inoltre Brescia conduceva in gara-1 prima del suo infortunio e nei 50 minuti senza di lui in campo il cambio di marcia, in negativo, è risultato evidente. Dopo aver giocato un playoff perfetto in trasferta (4 vittorie su 4 tra quarti e semifinale) le due sconfitte di Bologna costringono i lombardi a puntare sull’effetto PalaLeonessa, tutto esaurito per gara-3, campo sul quale la Virtus ha già perso in regular season.

Tutt’altra musica invece per Belinelli e compagni. L’esperienza si sta dimostrando decisiva nella gestione delle energie e neanche le assenze di Clyburn e Polonara – a cui è stata diagnosticata una leucemia mieloide: il giocatore è ora in ospedale – sembrano minare le sicurezze di un gruppo granitico, che sa giocare partite di questo livello. Sembra passato un secolo dalla gara-5 casalinga contro la Reyer Venezia, quando la Virtus si è trovata nell’ultimo quarto sotto di sette punti, un divario ribaltato soprattutto grazie a Shengelia, buttato nella mischia dopo qualche notte in ospedale. Proprio il georgiano ha confermato di essere l’ago della bilancia della squadra passata da una clamorosa eliminazione ai quarti da testa di serie numero uno a uno scudetto distante solo 40 minuti. Appuntamento stasera alle ore 20.30, con arbitri del match Lanzarini-Bongiorni-Gonella.