Il sabato di Serie A comincerà con la sfida tra Genoa e Torino. Due squadre separate da appena un punto, 15 i granata e 14 il Genoa, e che in questo avvio di stagione stanno soffrendo abbastanza.
Soprattutto i ragazzi di Vanoli sono in una crisi profonda, lunga ormai otto giornate. Da tanto, infatti, non arriva una vittoria per il Torino che nell’ultimo turno di campionato ha perso con il Napoli.
Da una vittoria, invece, arriva il Grifone di Vieira, grazie al 2-0 ottenuto contro l’Udinese.
Nei granata, intanto, continuano a pesare gli errori individuali sul bilancio delle prestazioni, perché nonostante nell’ultimo turno di campionato di fronte ci fosse il Napoli, almeno sul piano del gioco la squadra di Vanoli ha fatto il suo dovere. Per questo Vanoli si è detto “contento a metà”, nel post partita. Sembra cambiare passo, invece, il Genoa e decisivo potrebbe esser stato il cambio di allenatore perché in due partite con Vieira sono arrivati 4 punti, pareggio con il Cagliari e vittoria contro l’Udinese.
Al Ferraris, però, i rossoblù fino a questo momento hanno vinto solo una partita in stagione, quella dei sedicesimi di Coppa Italia contro la Reggiana, mentre in campionato sono fermi a zero vittorie, 5 pari e tre sconfitte. A spezzare questo tabù ci proverà Pinamonti, già sei gol fin qui, di cui l’ultimo sabato scorso.
La giornata di Serie A prosegue poi con la gara tra Juventus e Bologna, un ritorno al passato per Thiago Motta che lo scorso anno ha condotto gli emiliani a uno storico piazzamento in Champions League, salvo poi volare verso la Continassa.
La partita delle 18 sarà fondamentale per i bianconeri che sono reduci dal pari con il Lecce, un solo punto che ha permesso al Napoli di allungare ancora sulla Juve. Motta, inoltre, riabbraccia Vlahovic, tornato ad allenarsi in gruppo, mentre Italiano deve fare i conti con l’assenza più importante, quella di Orsolini.
Numeri alla mano sarà quasi una “mission impossible” per gli emiliani che non sconfiggono la Juventus in Serie A da 24 partite. L’ultima sconfitta risale al febbraio 2011, anche allora in casa dei bianconeri (0-2, doppietta di Marco Di Vaio). In questo frangente, la Juventus ha vinto 17 volte e per 7 volte è terminato in un pareggio.
Infine Roma-Lecce, gara che nessuno a inizio campionato avrebbe definito per la corsa salvezza per entrambe. Eppure l’avvio horror impone alla Roma di dover portare a casa i tre punti per allungare su una zona retrocessione pericolosamente vicina.
Il cambio in panchina, l’ennesimo, ha portato a un cambio d’atteggiamento, ma non di risultato, perché in tre gare, Europa League compresa, a far sorridere Ranieri è stato il solo pareggio in extremis di Londra contro il Tottenham. Poi sconfitta a Napoli e con l’Atalanta.
Due big, è vero, ma che hanno aggravato la situazione. Per questo ora l’imperativo è vincere anche se il Lecce rievoca brutti ricordi, come lo scudetto perso nel 1986 dalla Roma, proprio in una partita con i pugliesi.
Da capire, invece, se i giallorossi potranno contare su Cristante e Hummels, entrambi usciti acciaccati dalla sfida di domenica. Davanti sempre spazio a Dybala insieme a Dovbyk, mentre in mezzo al campo potrebbe tornare Pellegrini dopo le esclusioni contro Tottenham e Atalanta.