Manca sempre meno alla partita che vale una stagione e, per qualcuno, un’intera carriera. Stasera alle ore 20.45, l’Italia affronterà la Bosnia-Erzegovina nel catino del “Bilino Polje” di Zenica: in palio c’è un posto ai Mondiali 2026. Sarà una sfida da “dentro o fuori” in un impianto che, pur potendo ospitare solo 9.000 spettatori a causa di una sanzione FIFA, si preannuncia bollente. Entrambe le nazioni cercano il ritorno alla fase finale di un Mondiale dopo dodici anni di assenza: per l’Italia l’obiettivo è esorcizzare l’incubo playoff dopo le drammatiche eliminazioni del 2017 contro la Svezia e del 2022 contro la Macedonia del Nord.
Quattro anni fa la corsa azzurra si fermò addirittura in semifinale; un ostacolo superato questa volta senza troppi patemi contro l’Irlanda del Nord, regolata per 2-0 grazie alle reti di Sandro Tonali e Moise Kean. Proprio il centravanti viola giovedì scorso ha eguagliato il record di Salvatore “Totò” Schillaci, andando a segno in cinque partite consecutive come accaduto nelle “Notti Magiche” di Italia ’90. In questa striscia positiva, Kean ha siglato 7 dei suoi 12 gol totali in Nazionale (in 25 presenze), un bottino che lo proietta nella top-30 all-time degli azzurri al pari di Andrea Belotti.
Kean è ormai una certezza dell’attacco. Al suo fianco resta l’unico vero dubbio di formazione per il CT Rino Gattuso: il ballottaggio è tra Mateo Retegui, titolare giovedì a Bergamo, e il giovane Pio Esposito, apparso in grande forma nel finale di gara contro i nordirlandesi. Per il resto, il commissario tecnico confermerà l’undici vincente: davanti a capitan Donnarumma agirà la linea a tre composta da Mancini, Bastoni e Calafiori. Politano e Dimarco confermati sulle corsie esterne, mentre il centrocampo vedrà Locatelli nel ruolo di vertice basso con Tonali e Barella a completare il reparto.
Dall’altra parte, il CT Barbarez si affiderà all’eterno Edin Dzeko, reduce dalla rete numero 73 in nazionale segnata contro il Galles. Al suo fianco spazio a Demirovic, reduce da un’ottima stagione allo Stoccarda (9 gol in Bundesliga), mentre la difesa sarà guidata da due conoscenze “italiane”, il centrale del Sassuolo Muharemovic e l’atalantino Kolasinac.
I precedenti in Bosnia sorridono parzialmente agli Azzurri, unica sconfitta nell’esordio trent’anni fa e due vittorie negli ultimi incontri tra 2019 e 2020, ma a preoccupare ulteriormente gli italiani è la designazione arbitrale: il francese Turpin, l’arbitro della disfatta di Palermo contro la Macedonia. La speranza è che, questa volta, il finale sia diverso.