Non c’è due senza tre. Il celebre proverbio si trasforma in una maledizione per la Nazionale di calcio italiana che per la terza volta consecutiva non riesce a qualificarsi al Mondiale. Dopo la Svezia nel 2018 e la Macedonia del Nord nel 2022, questa volta è la Bosnia-Erzegovina di Edin Dzeko a fermare la corsa azzurra.

Non basta il gol del vantaggio momentaneo di Moise Kean, frutto di un grave errore difensivo degli avversari. A fine primo tempo, un altro errore della retroguardia (stavolta quella italiana, con Mancini fuori posizione) favorisce il contropiede di Memic, steso in scivolata da Bastoni, come ultimo uomo. Cartellino rosso inevitabile e assedio bosniaco in superiorità numerica per quasi l’intera partita. Kean avrebbe in contropiede la palla per il 2-0, ma la spreca dopo una corsa di 50 metri. Il pareggio della Bosnia arriva in mischia al minuto 78 con il nuovo entrato Tabakovic, con sospetto fallo di mano di Dzeko e possibile spinta su Mancini. Ma il pareggio è giusto per la prestazione. Poi, i supplementari e i calci di rigore, con gli errori decisivi dal dischetto di Pio Esposito e Cristante.

Ancora una volta eliminati da una nazionale sicuramente inferiore a livello tecnico, ma che è riuscita a dare di più in campo, mentre gli uomini di Rino Gattuso sono stati troppo impauriti in alcuni momenti e non hanno saputo gestire altre situazioni, complice anche la condizione fisica non eccellente di diversi elementi. L’arbitraggio del francese Turpin non può essere un alibi per l’ennesimo fallimento sportivo, di gioco e di rendimento.

E ora che succede nel futuro? Gattuso ha chiesto scusa all’Italia e ai tifosi per non aver compiuto la sua missione, ma ha aggiunto che, appena terminata la partita, non era ancora il momento di pensare al destino della sua panchina. Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, gli ha chiesto di restare alla guida della Nazionale, lo stesso Gravina che rappresenta il nome principale sul banco degli imputati del tribunale dei media e degli appassionati di calcio. Niente dimissioni per ora: tutto rimandato al Consiglio federale straordinario, che si terrà la settimana prossima. Carlo Tavecchio lasciò l’incarico alla fine del 2017 dopo la sconfitta nei playoff contro la Svezia. Gravina ha resistito nel 2022, dopo la disfatta contro la Macedonia del Nord, grazie al credito sportivo maturato con il trionfo all’Europeo dell’anno prima con Roberto Mancini ct. Ma quel credito si è ormai esaurito da tempo, dopo il deludente Euro 2024 in Germania sotto la guida di Luciano Spalletti, conclusosi con l’umiliante 2-0 subito dalla Svizzera agli ottavi di finale. E ora la terza esclusione consecutiva dai Mondiali fa precipitare ancora più in rosso i “conti sportivi” del calcio italiano.