Ribaltare l’1-0 subito al City Ground, la scorsa settimana, nell’andata del “derby” inglese di semifinale di Europa League. Questo è l’obiettivo dell’Aston Villa giovedì sera, nella sfida di ritorno contro il Nottingham Forest, fra le mura amiche di Birmingham. Un risultato per certi versi sorprendente se si pensa che, in campionato, i “Villans” sono in corsa per la qualificazione alla prossima Champions League, mentre la squadra allenata dal portoghese Vitor Pereira (in carica da febbraio) è in lotta per la salvezza. Ollie Watkins e compagni erano inoltre galvanizzati dalle sette reti segnate al Bologna nel doppio confronto dei quarti di finale. Ma in queste grandi sfide europee i valori in campo si mescolano e tutto diventa più incerto. Gli uomini di Unai Emery si affidano alla tradizione positiva che vede gli avversari mancare la vittoria al Villa Park da dieci partite, ma al Nottingham basterà anche un pareggio in quella che sarà la seconda sfida continentale nella storia delle due formazioni. Nessuno dei due club ha raggiunto una finale europea da quando hanno conquistato la Coppa dei Campioni: il Nottingham Forest, due volte consecutive nel 1979 e nel 1980, e l’Aston Villa nel 1982.
Nell’altra semifinale, il Braga dovrà invece difendere il 2-1 dell’andata, in Portogallo, maturato grazie alla rete di Mario Dorgeles al 92esimo, che costringe il Friburgo alla rimonta in casa. Nelle ultime gare del torneo, l’Europa Park Stadion è stato un fattore decisivo per i tedeschi: negli ottavi di finale la squadra di Julian Schuster, dopo aver perso 1-0 in trasferta contro il Genk, ha dilagato 5-1 al ritorno; nei quarti ha ipotecato la qualificazione già all’andata, in Germania, con un netto 3-0. Per il Braga, quella di Istanbul sarebbe la seconda finale di Europa League, dopo quella persa a Dublino nel 2011, nel “derby” lusitano contro il Porto.
CONFERENCE LEAGUE
Tempo di semifinali di ritorno anche in Conference League, per decidere le due squadre che andranno a giocarsi il titolo a Lipsia il 27 maggio. Appuntamento con la storia per il Rayo Vallecano, mai arrivato a una semifinale europea, che vede l’ultimo atto più vicino dopo l’1-0 del primo round, in Spagna, contro lo Strasburgo, firmato dall’attaccante brasiliano Alemao. La terza squadra di Madrid ha avuto la meglio, negli ottavi di finale, contro i turchi del Samsunspor per poi eliminare di misura l’Aek Atene. I francesi hanno invece faticato agli ottavi contro i croati del Rijeka e, ai quarti, hanno ribaltato, con il 4-0 del ritorno in casa, il 2-0 subito in trasferta dai tedeschi del Mainz. Un precedente che non lascia certo tranquilli gli spagnoli allenati da Inigo Perez in vista del match dello Stadio della Meinau.
Missione molto difficile nell’altra semifinale per lo Shakhtar Donetsk, che dovrà rimontare l’1-3 subito in casa dal Crystal Palace. Una partita in cui gli inglesi hanno incarnato perfettamente il ruolo di favorita del torneo, cucito loro fin dall’inizio della competizione. L’uomo più pericoloso della squadra allenata dall’austriaco Oliver Glasner sarà ancora una volta l’attaccante Ismaila Sarr, uno dei capocannonieri del torneo (8 centri) e autore, nel match di andata, della rete più veloce nella storia della Conference League, realizzata dopo soli 21 secondi. Un pericolo che conosce bene anche la Fiorentina, colpita due volte dal senegalese nei quarti di finale. La squadra ucraina, guidata dal turco Arda Turan, è alla sua prima esperienza nel torneo ed è arrivata fra le prime quattro dopo aver superato i polacchi del Lech Poznan agli ottavi di finale e gli olandesi dell’AZ nei quarti di finale.