Sono sedici le Coppe Italia in campo nella finale dell’edizione 2025-2026 del torneo, in programma mercoledì sera alle 21 allo Stadio Olimpico. Da una parte i sette titoli della Lazio, che avrà anche il vantaggio di giocare in casa, dall’altra i nove sigilli dell’Inter, già campione d’Italia. Destini incrociati nel nome di Simone Inzaghi, allenatore dell’ultimo successo biancoceleste, nel 2019, e degli ultimi due nerazzurri, con la doppietta 2022-2023.
In Coppa Italia le due squadre non si incrociano da febbraio dello scorso anno, quando, a San Siro, l’Inter di Inzaghi eliminò la Lazio di Marco Baroni per 2-0, ai quarti di finale, con una rete di Marko Arnautovic e un rigore trasformato da Hakan Calhanoglu. L’ultimo confronto all’Olimpico risale invece a sabato scorso, in Serie A, con un netto 0-3 a favore degli uomini di Cristian Chivu. Ma il netto successo, con le marcature di Lautaro Martinez, Petar Sucic e Henrikh Mkhitaryan, non deve trarre in inganno. I nerazzurri avevano già festeggiato il loro ventunesimo scudetto, mentre la squadra di Maurizio Sarri era praticamente già fuori dalla corsa per un posto in Europa, che otterrebbe invece in caso di conquista del trofeo. Una sfida che aveva poco da dire. Mercoledì sera storia, atmosfera e posta in palio saranno molto diverse.
Lo sa bene Chivu che infatti sabato ha gestito i titolari, tenendo a riposo Zielinski, Dimarco e Akanji, concedendo solo 29 minuti a Dumfries, un’ora a Lautaro e un tempo a Marcus Thuram e Nicolò Barella. Nel 3-5-2 nerazzurro, in porta dovrebbe toccare ancora al portiere di Coppa, Josep Martinez, schierato anche in campionato, protetto dal terzetto Bisseck-Bastoni-Akanji. A centrocampo il grande dubbio è in regia fra Zielinski e il convalescente Calhanoglu, che potrebbe non recuperare in tempo. Chiunque giocherà sarà affiancato da Sucic (decisivo nella semifinale contro il Como) e Barella, con Dumfries a destra e Dimarco a sinistra sulle fasce. In attacco spazio alla coppia titolarissima Thuram-Lautaro.
Ha però fatto ricorso al turnover anche Sarri, che dovrà saltare la finale per squalifica, ma è pronto a schierare la miglior formazione possibile per ottenere una vittoria di prestigio, capace di dare un senso positivo a un’intera stagione. Sulla corsia di sinistra, in una difesa a quattro, rientrerà Nuno Tavares, che dovrà vedersela con Dumfries. Il reparto arretrato dovrebbe essere completato da Marusic, Gila e Romagnoli. In mediana, a tre, tornerà Taylor, a fianco di Basic e Patric, mentre in attacco farà di tutto per esserci capitan Mattia Zaccagni, fermato in campionato da un problema al piede. Per gli altri posti nel tridente offensivo è ballottaggio fra Isaksen, Pedro e Noslin. In porta confermatissimo il giovane Edoardo Motta, eroe pararigori della semifinale contro l’Atalanta.