Con il successo del Paris Saint-Germain sabato sera contro l’Arsenal, si è chiusa una lunga e intensa stagione di calcio europeo.

A Budapest, in una finale giocata a un orario inedito (alle ore 18), la squadra di Luis Enrique è riuscita nell’impresa di vincere per la seconda volta di fila la Champions League, cosa che non accadeva da otto edizioni, quando si interruppe la striscia di tre successi del Real Madrid. E lo ha fatto dopo essere passato in svantaggio appena sei minuti dopo il calcio d’inizio con il gol di Havertz: era da ben dodici anni che una squadra non riusciva a vincere la Champions dopo essere passata in svantaggio.

Un altro dato davvero curioso riguarda l’Arsenal (tornato in finale dopo vent’anni ma ancora una volta sconfitto), che chiude la sua campagna europea da imbattuto, dato che la vittoria dei francesi è arrivata solo ai rigori.

Il prossimo anno si ripartirà da qui, dopo una Champions che ha visto le italiane faticare: Inter e Juventus si sono dovute arrendere al Galatasaray e al Bodo/Glimt, e ha fatto ancora peggio il Napoli che, da campione d’Italia in carica, non è riuscito a superare la fase di campionato. Poco da recriminare, invece, per l’Atalanta, che dopo la bella vittoria contro il Borussia Dortmund non è riuscita nell’impresa contro il Bayern Monaco, uscendo agli ottavi.

Italiane sfortunate anche in Europa e in Conference League, con, rispettivamente, Bologna e Fiorentina che si sono dovute arrendere ai quarti di finale contro le squadre che avrebbero poi vinto i due trofei. Sì, perché in Europa e in Conference League abbiamo assistito a un vero dominio inglese con i trionfi di Aston Villa e Crystal Palace. Una vera e propria prova di forza del “mondo” Premier League, che ha portato una squadra in finale in tutte e tre le competizioni.

In particolare, per Aston Villa e Crystal Palace tanto merito va ai due allenatori, entrambi con una grande storia alle spalle. I Villans hanno potuto contare sulla guida esperta di Unai Emery, un vero “mago” del torneo con ben cinque Europa League in bacheca, dopo le quattro vinte tra Siviglia (tre) e Villarreal (una). Un bagaglio enorme di esperienza che, insieme al livello elevato dei giocatori della squadra di Birmingham, ha sicuramente inciso anche nella finale contro il Friburgo, meno abituato a palcoscenici del genere.

E poi, appunto, c’è il Palace, che con Oliver Glasner ha fatto un enorme salto di qualità: prima dell’arrivo del tecnico austriaco, il club londinese non aveva mai vinto alcun trofeo, se non qualche campionato nelle categorie inferiori. Con Glasner, in appena due anni e mezzo sono arrivati una FA Cup, il Community Shield e, appunto, la Conference League, alla prima finale europea della storia del club, vinta per 1-0 contro il Rayo Vallecano. Una chiusura del cerchio perfetta per Glasner, che aveva già annunciato l’addio al Crystal Palace a fine stagione.

Una delle tante storie da raccontare di questa lunga campagna europea, in attesa che la prossima stagione scriva un nuovo capitolo. Ma senza fretta: prima, a proposito di storie, ci sono i Mondiali da vivere.