Finalmente ci siamo: i Mondiali stanno per prendere il via. Un’edizione storica, non solo perché è la prima con ben 48 nazionali partecipanti, ma anche perché, per la prima volta, la rassegna viene ospitata da tre paesi diversi, ovvero Canada, Stati Uniti e Messico.  Ed è proprio da quest’ultimo che si parte, con le due partite del Girone A: a rompere il ghiaccio, giovedì 11 giugno alle ore 21, nel suggestivo e imponente stadio Azteca di Città del Messico, saranno Messico e Sudafrica.

Una sfida dai numerosi spunti interessanti, che segna il ritorno dei “Bafana Bafana” a un Mondiale a sedici anni dall’ultima volta, ovvero da quello disputato da Nazione ospitante nel 2010: e contro chi giocarono la partita di apertura i padroni di casa? Proprio contro il Messico. Un curioso appuntamento col destino che aggiunge subito un po’ di magia a questi nuovi Mondiali. Nel 2010 terminò 1-1, con il destro di Rafa Márquez a rispondere all’iconico gol di Tshabalala, e da allora ovviamente sono cambiate molte cose, a partire proprio dalla storia della nazionale sudafricana, tornata competitiva con l’arrivo di Hugo Broos sulla panchina, tanto da vincere il proprio girone di qualificazione. Quello che non è cambiato è il ct dei messicani, Javier Aguirre, tornato sulla panchina della Tricolor per la terza volta nel 2024 (era presente anche ai Mondiali del 2002, oltre, appunto, al 2010), e l’eterno portiere Guillermo Ochoa, giunto al sesto mondiale; per rendere l’idea, Ochoa era presente ai Mondiali del 2006, mentre Gilberto Mora, astro nascente messicano nonché giocatore più giovane in tutta la rassegna, doveva ancora nascere (è nato a ottobre 2008).

Sebbene non si presenti ai nastri di partenza con grandi speranze, il Messico proverà comunque a stupire, forte di una statistica che non può essere ignorata: i suoi migliori risultati sono arrivati nelle due precedenti edizioni ospitate, ovvero quelle del 1970 e del 1986, in cui, in entrambi i casi, si spinse fino ai quarti di finale.

Qualche ora dopo, alle 4 della notte tra giovedì e venerdì, a Guadalajara, scenderanno in campo Corea del Sud e Repubblica Ceca. La formazione asiatica, che da Qatar 2022 ha cambiato due volte allenatore ma ha comunque chiuso il suo percorso di qualificazione da imbattuta (unica squadra asiatica a riuscirci), arriva alla sua undicesima partecipazione consecutiva ai Mondiali (solo Germania, Argentina, Brasile e Spagna vantano serie di presenze consecutive più lunghe) e, sulla carta, è forse la favorita per il passaggio del turno. Ma la Repubblica Ceca non è certo una Nazionale da sottovalutare: tornata a disputare un mondiale vent’anni dopo l’ultima volta, potrebbe apparire come una squadra molto “quadrata”, quasi scolastica, ma è anche molto coriacea e capace di stupire. D’altronde, si è qualificata passando per i playoff, dove ha eliminato l’Irlanda e, soprattutto, la Danimarca, e grazie all’esperienza di giocatori come Soucek, Darida e Schick sembra avere molto da dire.