Il calendario dei Mondiali 2026 entra nel vivo con una sequenza di partite che nel weekend definiranno l’assetto dei sedicesimi di finale. Dall’Europa all’Africa, dal Sud America all’Asia, ogni gara porta con sé una storia diversa, chiudendo il cerchio con i gruppi K, L e J.
Si comincia il 27 giugno con Panama-Inghilterra e Croazia-Ghana (Gruppo L). Due sfide in parallelo per decidere il girone, ma con le gerarchie ben definite. La nazionale dei Tre Leoni è una delle favorite per la vittoria finale e, con Kane in grande spolvero, non dovrebbe faticare contro Panama. L’Inghilterra arriva con il peso della sua tradizione e una rosa che combina giovani talenti e giocatori già affermati con il ‘gioco all’inglese’ ben rivisitato dal ct Tuchel. Panama, invece, porta in campo orgoglio e spirito combattivo, ma poco potrà contro l’armata britannica. In contemporanea, andrà in scena Croazia-Ghana. Gara più equilibrata sulla carta con i croati che dopo il ko con gli inglesi si giocano il tutto per tutto.
Il 28 giugno si disputeranno invece Colombia-Portogallo e Repubblica Democratica del Congo-Uzbekistan (Gruppo K). La sfida più attesa è quella tra i colombiani e la squadra di CR7, che ha deluso in questo mondiale e cerca riscatto. I sudamericani metteranno in campo il loro calcio creativo e imprevedibile, mentre i lusitani proveranno a sfoderare i loro assi, da Bernardo Silva a Bruno Fernandes, per avere la meglio. In contemporanea si gioca una sfida inedita tra il Congo e l’Uzbekistan di Fabio Cannavaro. Gli africani, forti del pari all’esordio con il Portogallo, porteranno la loro fisicità mentre l’Uzbekistan dovrà puntare sull’organizzazione per trovare i tre punti.
Il 28 giugno sarà il turno di Algeria-Austria e di Giordania-Argentina (Gruppo J) a chiudere il programma delle sfide dei gironi. Due sfide che mettono di fronte squadre con obiettivi e storie molto diverse. Algeria-Austria è una gara che promette intensità e ritmo. L’Algeria si affida alla propria tradizione di squadra combattiva e tecnica, con giocatori abituati ai campionati europei, anche se il pesante ko iniziale con l’Argentina la mette alle strette. Mentre l’Austria rappresenta una nazionale organizzata, capace di interpretare la partita con disciplina e ordine tattico e con un Arnautovic ormai maturo e decisivo. È uno scontro tra la creatività nordafricana e il rigore europeo. A chiudere il quadro c’è Giordania-Argentina, una delle partite più attese per il potenziale divario in campo. L’Argentina, campione in carica, e con un Messi in grande condizione, non vuole lasciare nulla al caso e chiudere in testa il girone per pensare al turno successivo e poi magari al bis mondiale.