C’è grande attesa per l’esordio ufficiale di Carlo Ancelotti in una fase finale dei Mondiali. Lo farà sulla panchina del Brasile (nella notte del 14 giugno) contro il Marocco, reduce dalla semifinale dell’edizione 2022 e una delle possibili mine vaganti del torneo. Al tecnico italiano l’arduo compito di riportare la Seleção sul tetto del mondo dopo 24 anni.
Nella prima uscita è in forte dubbio la presenza di Neymar, ma Ancelotti dispone di un arsenale offensivo di assoluta qualità, guidato dalle stelle Vinicius Jr e Raphinha. Non sarà facile, però, contro un Marocco in vistosa crescita, che vuole confermare quanto di buono ha mostrato nelle ultime competizioni. Nella rosa di Mohamed Ouahbi spiccano Diaz ed El Aynaoui, i giocatori di maggior qualità insieme a capitan Hakimi, mentre fa rumore l’assenza di Ziyech, non convocato dal nuovo ct nonostante l’ottima stagione al Casablanca. L’unico precedente in un Mondiale – sempre nella fase a gironi – è un netto 3-0 del Brasile a Francia 1998.
Dopo la partita tra Brasile e Marocco, alle 3 italiane sarà il momento di Scozia e Haiti, entrambe inserite nel Gruppo C. I caraibici si sono qualificati ai Mondiali per la seconda volta nella storia, dopo la prima storica partecipazione del 1974 – con tre pesanti sconfitte in altrettante partite – e sembrano destinati a recitare il ruolo di Cenerentola in un girone di alto livello tecnico. Anche l’assenza della Scozia è lunga: McTominay e compagni tornano nella fase finale della Coppa del Mondo dopo l’edizione del 1998, con l’obiettivo – minimo – di passare alla fase a eliminazione diretta, mai raggiunto in otto edizioni.
Il Qatar, per la seconda volta ai Mondiali, vuole migliorare il ruolino d’esordio del 2022. In quell’occasione, i padroni di casa ottennero solo sconfitte, conquistando la “medaglia” di peggior performance di un paese organizzatore. Questa volta però, la nazionale di mister Lopetegui ha ottenuto la qualificazione sul campo e punta a un risultato positivo già contro la Svizzera. Non sarà facile contro gli elvetici, ormai alla sesta Coppa del Mondo consecutiva, con ben cinque qualificazioni agli ottavi di finale. Sono quattro gli “italiani” convocati da Yakin, oltre a 5 ex Serie A, per una squadra senza grandissime stelle, ma compatta e competitiva in tutti i reparti.
All’insolito orario delle 6 italiane, ci sarà l’esordio di Vincenzo Montella in un mondiale da tecnico. La Turchia dell’ex “Aeroplanino” è una delle squadre che tutti vogliono evitare, inserita nel girone D, con i padroni di casa degli Stati Uniti, in uno dei raggruppamenti più equilibrati. Difficile eguagliare il miglior risultato di sempre, il terzo posto del 2002, ma una Nazionale con talenti come Guler e Yildiz, affiancati dal capitano Calhanoglu, può sognare in grande. L’esordio arriverà contro l’Australia – match inedito ai Mondiali – alla settima partecipazione consecutiva, l’ultima chiusa con la qualificazione agli ottavi di finale, miglior risultato della storia, come nel 2006.