Il Mondiale di calcio 2026 entra nel vivo: l’avvio ufficiale è fissato per l’11 giugno con Messico-Sudafrica, e il calendario è già ricco di incroci affascinanti. Le gare inaugurali dei gironi, oltre ad offrire spettacolo, rappresentano ovviamente un primo banco di prova per misurare ambizioni, condizione fisica e tenuta mentale delle nazionali. Tra le sfide più attese, per motivi diversi, dei primi giorni spiccano Germania-Curaçao, Olanda-Giappone, Costa d’Avorio-Ecuador e Svezia-Tunisia.

La Germania, storicamente tra le favorite di ogni edizione mondiale, debutta contro Curaçao, domenica 14 giugno alle ore 19, in una sfida che, almeno sulla carta, appare sbilanciata. La Mannschaft arriva al torneo con l’obiettivo dichiarato di tornare protagonista ai massimi livelli dopo stagioni altalenanti. La solidità del gruppo, unita alla presenza di giovani talenti affiancati da elementi di esperienza, rende la selezione tedesca una delle squadre più complete del panorama internazionale. Il ct Julian Nagelsmann dovrebbe puntare sul 4-3-2-1, con Neuer in porta e Kimmich e Gnabry sugli esterni. Musiala agirà da trequartista centrale con Havertz e Wirtz sugli esterni. Ballottaggio offensivo tra Undav e Woltemade. Il match contro Curaçao sarà fondamentale non solo per i tre punti, ma anche per acquisire fiducia e ritmo.

Dall’altra parte, Curaçao rappresenta una delle sorprese. La partecipazione a un Mondiale è già un traguardo storico, e la sfida contro una potenza come la Germania diventa un’occasione imperdibile per mettersi in mostra. Tatticamente organizzata e capace di giocare senza pressioni, la formazione caraibica potrebbe puntare sulla compattezza difensiva e sulle ripartenze rapide per provare a sorprendere gli avversari, senza contare anche il fattore dell’entusiasmo. Curaçao proverà a sfruttare la velocità degli esterni Chong e J. Bacuna, mentre al centro dell’attacco agirà Locadia.

Molto più equilibrata e intrigante si presenta la sfida tra Olanda e Giappone. Gli Oranje arrivano al torneo con una generazione ambiziosa e diversi giocatori di talento, tra cui gli ‘italiani’ Dumfries, in procinto di lasciare l’Inter per il Real Madrid, e il prolifico giallorosso Malen. Ma anche Reijnders e Koopmeiners e con Depay e Gakpo. La nazionale nipponica è una delle più organizzate tatticamente e tra le più dinamiche in assoluto. Negli ultimi anni ha dimostrato di poter competere alla pari con le grandi del calcio europeo e sudamericano, con la stella Ueda, che proverà a confermare la sua strepitosa stagione al Feyenoord, con 25 gol in 31 partite di campionato.

Non meno interessante è l’incrocio tra Costa d’Avorio ed Ecuador, due nazionali che fanno dell’atletismo e dell’agonismo i propri punti di forza. La formazione africana arriva al Mondiale con una rosa ricca di talento, capace di unire fisicità e qualità tecnica, con le certezze offensive di Bonny e Traorè. Mentre l’Ecuador è ormai una presenza stabile nelle grandi competizioni internazionali.

Chiude il quadro Svezia-Tunisia, un confronto che mette di fronte due realtà consolidate ma con caratteristiche molto diverse. La Svezia si presenta con il consueto approccio pragmatico e una difesa solida, mentre la Tunisia punta su una maggiore imprevedibilità.