È il giorno dell’esordio ai Mondiali 2026, ad Atlanta, della Spagna, chiamata a riscattare la deludente eliminazione ai calci di rigore contro il Marocco agli ottavi di finale quattro anni fa in Qatar. L’avversaria è una debuttante assoluta nella Coppa del mondo: si tratta dell’arcipelago africano di Capo Verde che il suo “trofeo” lo ha già vinto superando il girone di qualificazione africano, ma non vuole smettere di sognare.

Il ct spagnolo Luis De la Fuente, campione d’Europa in carica, ha convocato per la prima volta una nazionale senza giocatori del Real Madrid e fondata sul blocco del Barcellona, con ben otto elementi. La stella sarà ancora Lamine Yamal che pur non partendo in condizioni fisiche ottimali cercherà di ripetere le prestazioni di due anni fa all’Europeo. In attacco sarà affiancato da due fra Nico Williams, Oyarzabal e Ferran Torres. Nel 4-3-3 delle “Furie Rosse”, Fabian Ruiz dovrebbe essere schierato a centrocampo accanto agli inamovibili Rodri e Pedri. L’allenatore di Capo Verde Pedro Bubista si affida invece a un 4-2-3-1 che punta sul talento offensivo di Dailon Livramento (ex Verona) e sull’esperienza di Ryan Mendes, in una squadra compatta e solida in difesa, con l’arma del contropiede sempre pronta a scattare.

L’altra partita del Gruppo H vede invece contrapposte, a Miami, Arabia Saudita e Uruguay. I favori del pronostico non sorridono ai sauditi, arrivati al Mondiale dopo un cambio di allenatore quasi all’ultimo momento: il greco Georgios Donis ha sostituito il francese Hervé Renard che aveva staccato il biglietto per il torneo vincendo il Gruppo B delle Qualificazioni Asiatiche. Per lui solo tre partite alla guida di una nazionale formata quasi interamente da giocatori del campionato nazionale, fra cui Firas Al-Buraikan, principale riferimento offensivo con 16 reti segnate in maglia verde. Nel 4-2-3-1 di partenza spicca la presenza, come terzino destro, dell’ex romanista Saud Abdulhamid, ora al Lens.

I sudamericani, due volte campioni del mondo, sono guidati dall’argentino Marcelo Bielsa, autore di un cambio generazionale per una squadra giovane, con il centrocampista del Real Madrid Federico Valverde come capitano e uomo di riferimento, affiancato da Bentancur e Ugarte in mezzo al campo. In attacco occhi puntati su Darwin Nunez del Liverpool. Fra le due squadre solo un precedente ai Mondiali: l’1-0 per l’Uruguay firmato da Luis Suarez nella fase a gironi di Russia 2018.

BELGIO-EGITTO

Esordio anche per il Belgio di Rudi Garcia, nel Gruppo G, che sogna di ripetere la cavalcata di otto anni fa, conclusa al terzo posto, e dimenticare l’eliminazione ai gironi di Qatar 2022. Per iniziare nel migliore dei modi dovrà battere, a Seattle, l’Egitto, assente quattro anni fa e qualificato al Mondiale per la quarta volta nella sua storia. La squadra allenata da Hossam Hassan può contare su un tridente d’attacco di qualità in cui Omar Marmoush del Manchester City e Mahmoud Trezeguet affiancano l’ormai ex Liverpool Mohamed Salah, autore di nove reti nelle qualificazioni. Per i “Faraoni” l’obiettivo è superare per la fase a gironi per la prima volta nella loro storia.

I “Diavoli Rossi” si trovano in un momento di passaggio fra la Generazione d’Oro, che vede presenti ancora veterani come Kevin De Bruyne, Romelu Lukaku e Thibaut Courtois, e nuovi talenti come Saelemaekers, Doku e De Ketelaere. Proprio il fantasista dell’Atalanta potrebbe contendere il posto al centro dell’attacco titolare, come falso nove, al centravanti del Napoli, reduce da una stagione complicata dal punto di vista fisico. La rosa è ulteriormente arricchita da elementi di qualità come Youri Tielemans e Leandro Trossard.

IRAN-NUOVA ZELANDA

Completa il Gruppo G la sfida tra Iran e Nuova Zelanda a Los Angeles, due nazionali che non hanno mai superato la fase a gironi nelle loro precedenti partecipazioni alla Coppa del Mondo. Fra gli asiatici l’uomo da tenere d’occhio è l’attaccante Mehdi Taremi, ex Inter e ora in forza all’Olimpiakos. Il ct Amir Ghalenoei dovrà però rinunciare all’altro riferimento offensivo titolare, l’ex romanista Sardar Azmoun. Gli “All Whites” cercheranno invece di seguire le orme della spedizione in Sudafrica 2010 dove rimasero imbattuti grazie ai tre pareggi contro l’Italia campione del mondo di Marcello Lippi, il Paraguay e la Slovacchia.