La corsa al titolo di “Maestro” è cominciata e, nonostante Jannik Sinner abbia dichiarato di esser “un po’ arrugginito“, la vittoria contro Alex De Minaur è stata schiacciante (6-3, 6-4).

Jannik show

Ottantacinque minuti per certificare il primo successo e riprendere a correre dopo l’influenza che ha fatto saltare al n.1 l’ultimo 1000 di stagione, quello di Parigi. All’Inalpi Arena c’era il pienone, compresi anche vari protagonisti del tennis italiano, come Jasmine Paolini, Lorenzo Sonego e Flavio Cobolli, e hanno tutti visto scendere in campo l’uomo più atteso: proprio Jannik Sinner.

Tutti si sono gustati lo Jannik show perché l’obiettivo è chiaro: vincere a Torino dove lo scorso anno fece la finale contro Djokovic e poi bissare a Malaga il successo in Coppa Davis.

Ecco allora che la prima vittoria permette all’Azzurro di guardare alla prossima sfida, quella contro Taylor Fritz, pensando già a come ottenere un pass per le semifinali senza dover aspettare l’ultima gara del “round-robin” contro Medvedev.

La prima vittoria

Sinner ha saputo gestire perfettamente gli scambi con De Minaur; per quanto riguarda il servizio sono state letali, invece, le varie risposte al corpo che l’altoatesino ha sferrato sulle seconde dell’avversario, che, alla fine dell’incontro, vede una percentuale di punti vinti sulla seconda del 37%, contro il 76% di Jannik.

Sinner, inoltre, registra così l’ottava vittoria in altrettanti incontri contro l’australiano, nonché 66esima stagionale. Numeri da capogiro da replicare contro Fritz, in un remake della finale vinta a New York in occasione del suo secondo titolo slam conquistato.

L’avversario

L’americano, però, è in forma come dimostra la vittoria contro Medvedev, nonostante il russo nel post-partita abbia detto come ormai “non trovi più piacere nel giocare“.

L’atteggiamento è stato passivo per tutta la gara, il russo ha anche spaccato la racchetta prendendola poi al contrario e colpendo il pavimento col manico. Una vera crisi di nervi: segnali di un Daniil lontano dal vero tennista ammirato negli ultimi anni.

Oggi tocca ad Alcaraz

Per quanto riguarda l’altro gruppo, invece, oggi sarà il giorno del debutto di Carlos Alcaraz. Un esordio morbido contro Casper Ruud, nonostante lo spagnolo fino a questo momento non abbia mai brillato sul cemento indoor ed in questa stagione ha confermato questa tendenza.

L’ultima apparizione ufficiale del numero 3 del mondo è stata nel Masters 1000 di Parigi Bercy: dopo aver sconfitto Nicolas Jarry per 7-5 e 6-1, l’iberico si è arreso a sorpresa ad Ugo Humbert con il punteggio di 6-1, 3-6, 7-5.

Ruud si è qualificato a queste Finals nonostante un finale di stagione tutt’altro che memorabile. Dagli US Open, in cui si è fermato agli ottavi contro Taylor Fritz, il norvegese ha raccolto appena 2 vittorie su 10 partite giocate.

Negli ultimi 2 mesi lo scandinavo è uscito vittorioso solamente contro Jaime Faria (Coppa Davis) e Lorenzo Sonego (Stoccolma).

Chiude la giornata la gara tra Zverev e Rublev. Il tedesco classe ’98 ha concluso una brillante stagione da numero 2 nelle classifiche mondiali e vuole ora chiudere al meglio l’anno cominciando con una vittoria contro il russo, arrivato a Torino grazie al forfait di Djokovic.