Australian Open: la prima coppia finalista è già nota ed è quella del tabellone femminile. Sarà Sabalenka contro Keys. E se il match della bielorussa scivola via senza grandi intoppi, lo stesso non si può dire dell’altra semifinale che ha messo di fronte la tennista americana alla polacca Swiatek, numero due del ranking. Nemmeno il match point, annullato, ha fatto sì che la polacca potesse arrivare in finale per guadagnarsi l’ultimo scontro con la rivale di sempre. Keys, però, ha gestito le pressioni e portato a casa una gara con il punteggio di 5-7 6-1 7-6(8), sconfiggendo la seconda favorita del tabellone in due ore e trentasette minuti. Questo risultato porta quindi Maddy in un ultimo atto Slam dopo otto anni dal primo, che è quello perso allo US Open 2017 contro Sloane Stephens, e la statunitense diventa così la tennista con un gap più ampio tra le prime due finali Major raggiunte in tutta l’Era Open. La terza semifinale è quella buona quindi, dato che l’americana – che con questo risultato è sicura di avanzare almeno sino all’ottava posizione nel ranking – era stata sconfitta nel penultimo atto di questo torneo sia nel 2015 che nel 2022.

Esce delusa la Swiatek che deve così rinunciare alla possibilità di tornare al vertice della classifica WTA. Anche perché dall’altra parte della rete, in finale, come detto ci sarà Sabalenka, capace di battere l’amica, Paula Badosa, con il punteggio di 6-4 6-2 in un’ora e 23 minuti di gioco. La bielorussa giocherà così la sua terza finale consecutiva, cosa che non riusciva ad una tennista da Serena Williams 2015-2017, e andrà a caccia anche del terzo titolo di fila a Melbourne, e qui bisognerebbe andare al secolo scorso per trovare qualcuna capace di una simile impresa.

L’ultima è stata Martina Hingis, dal 1997 al 1999, e prima di lei Monica Seles (1991-92-93), Steffi Graf (1988-89-90) ed Evonne Goolagong (1974-75-76). Insomma, gli ingredienti sembrano esserci tutti per una serata davvero speciale per la Sabalenka, che è stata semplicemente perfetta contro Badosa, alla quale resta comunque il merito di aver condotto un grandissimo torneo, raggiungendo anche la sua prima semifinale slam in carriera.