Alla fine sul campo della Rod Laver Arena, domenica mattina, ci sarà ancora Jannik Sinner. Difenderà il titolo vinto lo scorso anno, quello che fu il primo slam della sua carriera e che adesso, bissando il successo del 2024, potrà diventare il terzo.

Già, perché in mezzo ci è finito pure uno US Open vinto e la statistica, almeno per ora, parla chiaro: Sinner in una finale di un Major non ha mai perso. Due ne ha giocate per altrettanti successi e ora ci sarà la terza occasione per il n.1 del mondo che ha affrontato comunque due settimane non facili a Melbourne.

Prima il malore contro Rune, poi un primo set nervoso contro Shelton in semifinale, il caso Cahill con l’addio del super coach a fine stagione e in ultimo, ma non per importanza, il processo per doping che pende sempre sulla sua testa.

Eppure Jannik resta lì, impassibile, quasi sempre, nel suo volto e nei suoi colpi, questi ultimi meno puliti del solito nella semifinale contro l’americano più promettente del circuito. Ciònonostante, l’azzurro l’ha chiusa comunque in tre set, faticando nel primo e recuperando un break di Shelton. Poi un doppio 6-2 negli altri per regalarsi la sfida contro Zverev che in semifinale ha dovuto faticare molto meno del previsto.

Il tedesco, n.2 del mondo, vince il primo set contro Novak Djokovic, costretto poi a ritirarsi, spegnendo così le polemiche dei giorni scorsi con i media australiani che lo avevano accusato di aver finto degli infortuni, anche in passato, per ‘epicizzare’ le sue imprese. Nulla di più falso e lo dimostra la bandiera bianca sventolata contro Sasha in semifinale.

Ecco allora che per il tedesco si presenterà la terza occasione di vincere uno Slam. Finora, nelle altre due finali, non è andata bene perché le ha perse entrambe (2020 vs Thiem agli Us Open e 2024 vs Alcaraz al Roland Garros). Certo di fronte avrà chi in carriera non ha mai battuto nonostante i 23 titoli conquistati fin qui dal tedesco, compresi due successi alle ATP Finals. “Ora va completato il lavoro”, ha detto Sinner a fine partita in vista della finale. Obiettivo? Neanche a dirlo, presentarsi mercoledì prossimo in Quirinale con il titolo.