Jannik Sinner più forte dell’infortunio. L’italiano, dopo il problema al gomito patito nella surreale partita contro il bulgaro Grigor Dimitrov, ha superato nei quarti di finale Ben Shelton, atleta fino a quel momento in straordinaria forma, con un netto 7-6 (2), 6-4, 6-4 in 2h 19’, mostrando grande prontezza mentale nonostante la vistosa fasciatura al braccio destro. Sinner ha saputo gestire gli scambi chiave e annullare i break-point decisivi: se escludiamo il match contro Dimitrov, in cui l’azzurro è stato baciato dalla dea bendata, percorso netto fin qui per il tennista di San Candido: 6-4, 6-3, 6-0 a Luca Nardi al primo turno, 6-1, 6-1, 6-3 ad Aleksandar Vukic al secondo, 6-1, 6-3, 6-1 a Pedro Martinez al terzo e, come detto, altra vittoria in tre set contro Shelton. Con questo successo, Sinner diventa il primo italiano della storia a raggiungere due semifinali di Wimbledon, oltre a mantenere un’invidiabile striscia nei tornei dello Slam (quarto di fila, con tre finali e due titoli). Attualmente, l’italiano guida il confronto diretto con Shelton 6-1 e vanta inoltre un record impressionante di 20-0 contro avversari statunitensi da Shanghai 2023.
In semifinale, Sinner – da favorito secondo i bookmaker – affronterà Novak Djokovic, ‘giustiziere’ di Flavio Cobolli ai quarti di finale, in quella che sarà la decima sfida ufficiale tra i due: l’italiano conduce 5-4 e ha vinto gli ultimi quattro incontri, tra cui la semifinale al Roland Garros di quest’anno.
Nell’altra semifinale, Carlos Alcaraz affronterà Taylor Fritz, tennista americano dallo stile offensivo: lo spagnolo numero due del mondo è in splendida forma – 23 partite vinte di seguito, senza dimenticare le 19 consecutive a Wimbledon. Addetti ai lavori e bookmaker praticamente non considerano la possibilità di un successo di Fritz, che dal canto suo ci crede eccome: “L’erba è una superficie che uniforma molto le cose e sulla quale, rispetto ad esempio al Roland Garros, penso di essere più vicino ai migliori come Alcaraz, Sinner e Djokovic. So che se gioco come ho fatto nei primi due set contro Kachanov nessuno può fare troppo contro di me”.
Tra i nuovi personaggi arrivati sul palcoscenico londinese, spicca Flavio Cobolli. Ventitré anni, proveniente da Firenze e con due titoli ATP vinti nel 2025 (a Bucarest e ad Amburgo), ha sorpreso tutti raggiungendo i quarti di finale a Wimbledon, la sua prima volta nella “seconda settimana” di uno Slam. Cobolli ha dimostrato spavalderia sul veloce, grazie anche ai suoi trascorsi calcistici nelle giovanili della Roma, di cui è tifosissimo. Nel match giocato sul campo centrale dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club, il giovane azzurro ha vinto il primo set al tie-break (8–6), giocando un tennis coraggioso e spingendo Djokovic ai limiti. Ha interpretato al meglio i momenti più caldi, ma alla lunga la saggezza e la solidità del campione serbo hanno prevalso: dopo oltre tre ore di gioco, Djokovic si è imposto 6-7 (6), 6-2, 7-5, 6-4. L’ex numero uno del mondo, a caccia dell’ottavo titolo sull’erba londinese, ha anche rischiato un infortunio dopo una scivolata nel game finale, ma si è ripreso immediatamente – aiutato anche da Cobolli – per chiudere il match.
Finora, è stata una cavalcata entusiasmante per il tennis italiano, a cominciare già dal primo turno, in cui Fognini (che ha annunciato il ritiro) è andato vicino alla clamorosa impresa contro Carlos Alcaraz, spinto fino al quinto set. Cobolli ha mostrato il futuro azzurro della racchetta, Sinner punta ad alzare per la prima volta il trofeo a Wimbledon, ma già la semifinale contro Djokovic – con i precedenti dalla sua parte – potrebbe riscrivere un capitolo storico della sua già gloriosa carriera.