La finale degli US Open 2025 ha regalato un nuovo capitolo di quella che ormai è considerata la rivalità più intensa e spettacolare del tennis moderno: Jannik Sinner contro Carlos Alcaraz.

Statistiche e dati

Sul cemento di Flushing Meadows, davanti agli occhi del presidente americano Donald Trump, lo spagnolo ha avuto la meglio con il punteggio di 6-2, 3-6, 6-1, 6-4, conquistando così il suo secondo titolo a New York e scalzando l’Azzurro dal trono del ranking Atp dopo ben 65 settimane.

Per Alcaraz si tratta del sesto Slam in carriera e della conferma di una leadership sempre più solida: con questa vittoria, infatti, ha scavalcato Sinner tornando numero 1 del mondo a distanza di 455 giorni.

La partita ha messo in luce la straordinaria efficienza dello spagnolo al servizio: ha concesso appena un break in tutto il torneo e ha tenuto il 97% dei propri turni di battuta, un dato che testimonia il salto di qualità compiuto in uno dei fondamentali dove in passato aveva mostrato qualche lacuna.

Nella finale, inoltre, Alcaraz ha piazzato 42 vincenti a fronte dei 21 dell’italiano, esattamente il doppio: un divario che spiega la sua capacità di dettare i ritmi.

I precedenti

Il bilancio dei precedenti tra i due, dopo il confronto di ieri, si è spostato nettamente a favore dello spagnolo: 10 vittorie a 5, con 7 successi negli ultimi 8 confronti diretti.

Un dato che conferma come Alcaraz abbia trovato le chiavi tattiche per limitare le armi di Sinner, in particolare la potenza da fondo campo.

Fare la storia

La finale di New York ha avuto anche un valore storico: per la prima volta nell’era Open, due tennisti hanno disputato tre finali Slam nello stesso anno.

Wimbledon, Roland Garros e ora US Open hanno avuto lo stesso identico duello, segno di una rivalità che segnerà un’epoca, come accaduto in passato con Federer, Nadal e Djokovic.

Prospettiva Sinner

Nonostante la sconfitta, Sinner esce dal torneo con la consapevolezza di essere ancora altamente competitivo.

Il suo obiettivo dichiarato è quello di ampliare ulteriormente il proprio repertorio tattico per poter contrastare l’aggressività e la varietà di Alcaraz.

Quanto al ritorno al numero 1, le prospettive per l’altoatesino sono molto difficili ma non definitivamente chiuse: i punti da difendere da qui a fine anno sono ben 2880, mentre lo spagnolo ne ha solo 950.

Certo è che a causa della sospensione concordata con la Wada, che ha tenuto Sinner lontano dai campi per tre mesi, Jannik potrebbe disputare per esempio il Master 1000 di Bercy o anche uno degli Atp 500 indoor europei, come Vienna o Basilea, tornei a cui non ha partecipato lo scorso anno per il motivo sopra evidenziato.

Vedere Sinner di nuovo in vetta alla classifica entro la fine del 2025 sarà molto difficile ma mai dare nulla per scontato quando in campo c’è un fenomeno come il tennista di San Candido.