Da Malaga a Shenzhen, il copione non cambia: l’Italia è ancora Campione del Mondo.

Le Azzurre conquistano la Billie Jean King Cup per il secondo anno consecutivo, regolando con un netto 2-0 gli Stati Uniti, formazione favorita alla vigilia della finalissima.

Le protagoniste

Una vittoria con tre grandi protagoniste sugli scudi: Elisabetta Cocciaretto, Jasmine Paolini e Sara Errani.

Un cammino partito con la doppia straordinaria rimonta nei quarti di finale contro la Cina padrona di casa, quando sia la Cocciaretto che la Paolini erano sotto di un set e un break (la 24enne di Ancona addirittura sia nel secondo che terzo parziale).

Alla fine, l’Italia si è imposta con un netto 2-0, senza passare per il doppio, che invece è risultato decisivo nella semifinale contro l’Ucraina.

Sotto 1-0, ancora un’impresa della Paolini, prima contro quella Svitolina che l’aveva sconfitta due volte in prove Slam nel 2025, per poi concludere l’opera dominando il doppio con la solita Errani, in una partita senza storia contro Kostyuk e Kichenok.

La finale

Il vero capolavoro azzurro è però arrivato in finale, con un netto 2-0 – senza perdere set – contro gli Stati Uniti.

Sia la classifica che i precedenti non sorridevano all’Italia, con Cocciaretto mai capace di battere in carriera Emma Navarro, come per Paolini con Jessica Pegula.

Invece nel primo match la giovane azzurra ha giocato forse il miglior match in nazionale vincendo 6-4 6-4, regalando alla Paolini, come l’anno scorso, la possibilità di portare a casa il punto decisivo, con la numero uno d’Italia ancora una volta perfetta.

Il momento di svolta del match è arrivato sul 4-4 nel primo set: tre palle break salvate, per poi togliere alla Pegula il servizio decisivo per il 6-4.

Da lì un dominio tecnico-tattico, con il 6-2 finale che ha fatto scattare la festa.

Statistiche e dati

Oltre alle tre protagoniste in campo, impossibile non citare il capitano Tathiana Garbin e le due tenniste Lucia Bronzetti e Tyra Grant che non sono scese in campo, ma fondamentali in un gruppo davvero granitico.

Per l’Italia è il titolo numero sei della storia nella BJK Cup, con il primo arrivato solo nel 2006.

È la seconda doppietta – come nel 2009-10 – con Sara Errani vera costante dei trionfi.

L’ex finalista del Roland Garros ha infatti portato a casa cinque edizioni, record condiviso con altre sette giocatrici.

Ora testa al 2026, dove al contrario dell’ultima edizione, l’Italia non sarà matematicamente qualificata alle Finale da campione uscente: il cambio format, infatti, costringerà le azzurre a passare per le qualificazioni, per poter provare a centrare una storica tripletta che manca dall’impresa della Repubblica Ceca tra 2014 e 2016.