A Melbourne c’è un solo re e si chiama Jannik Sinner. Il n.1 del mondo si riconferma campione agli Australian Open dopo il successo dello scorso anno, conquistando così il suo terzo slam della carriera. Tra i due successi australiani, infatti, c’è quello agli Us Open, ma i numeri che l’azzurro sta mettendo da parte sono incredibili. A cominciare dal rapporto di slam vinti in base al numero di finali giocate: l’azzurro ha fatto en plein. Tre vittorie su tre diventando così anche l’italiano con il maggior numero di major vinti nella storia. Staccato Pietrangeli, fermo a due grazie alla doppietta al Roland Garros nel 1959 e 60. “Ma i record sono fatti per essere battuti”, ha detto proprio l’ex campione romano e Jannik ci è riuscito domando in tre set Zverev, ma soprattutto concludendo due settimane pressoché perfette nonostante gli imprevisti. Uno solo il set perso, quello contro Rune ai quarti, per giunta per un malore. Poi ha rasentato la perfezione ribadendo a tutti chi è il più forte in questo momento.

Mercoledì, insieme ai suoi colleghi azzurri, sarà ricevuto in Quirinale dal presidente Mattarella, poi qualche giorno di riposo per preparare al meglio la stagione sul cemento americano. Ma la sensazione è che il movimento italiano possa essere ancora protagonista in questo 2025.

Subito bene è partito Lorenzo Sonego, fermato da Shelton ai quarti, un turno che mai il torinese aveva raggiunto prima di oggi in uno slam. Solita altalena di emozioni, invece, per Lorenzo Musetti, capace di abbinare un grande tennis a momenti di down che gli costano caro. Migliora la condizione di Berrettini, il cui sorteggio a Melbourne non lo ha aiutato perché al secondo turno lo ha messo di fronte a Holge Rune. Dalla vittoria in Davis, però, dove il tennista romano è stato protagonista, l’ex n.6 del mondo sembra aver messo da parte i problemi fisici della prossima stagione e anche lui guarda con favore al 2025 e al cemento americano, prossimo step.

Benissimo, anche se è mancato l’acuto finale, anche i due doppisti Bolelli e Vavassori, battuti in finale dopo un grande torneo.

Nel femminile, invece, inizio deludente per Jasmine Paolini. Restano i rimpianti per esser stata eliminata al terzo turno per mano della Svitolina, in un match che nella prima parte sembrava poter controllare ma che invece ha cambiato poi volto. Rispetto allo scorso anno, dunque, l’azzurra non è riuscita a migliorare il raggiungimento degli ottavi di finale nel primo Slam dell’anno. Il che le costerà qualcosa in termini di punti nel ranking WTA, ma gli esiti del torneo nel loro complesso fanno sì che Jasmine possa limitare i danni e guardare al prosieguo con grande fiducia. Resterà infatti la n.4 del mondo, avvicinando addirittura la n.3, Coco Gauff, anche lei uscita anzitempo a Melbourne.