Back to back. Il tennis italiano è protagonista a Parigi, ma non solo. L’eroe del momento era a Kitzbuehel, dove Matteo Berrettini mette in bacheca il secondo trofeo in sette giorni.

Il percorso e la condizione

Prima Gstaad, poi il torneo sulla terra rossa austriaca, che permette all’ex numero 6 del mondo di salire alla posizione numero 40 del ranking, dieci passi in più rispetto a lunedì scorso.

Un percorso che sta procedendo anche oltre le aspettative, quello per tornare in quella top 30 fissata come obiettivo per fine anno, così da rientrare tra le teste di serie per i prossimi Australian Open.

Nel frattempo, pure a Parigi parlano di lui: “Non capisco davvero le regole – ha detto Novak Djokovic, testa di serie numero uno alle Olimpiadi, parlando dei meccanismi di sostituzione dopo i ritiri. “Anche nel caso di Sinner, Berrettini ora che sta bene fisicamente avrebbe potuto prendere il suo posto”.

Il programma e l’ambizione

Adesso via con la stagione sul cemento americano. Berrettini non disputerà l’ATP 500 di Washington, in corso questa settimana, mentre ancora non è certa la sua presenza nei due Masters 1000 che anticiperanno gli US Open, in Canada e a Cincinnati.

Già nel mirino, ovviamente, lo Slam di New York dove, in passato, Matteo non ha mai deluso. La scorsa stagione, però, la condizione precaria ha portato alla sua eliminazione al secondo turno, motivo per il quale la prossima edizione può valere un ulteriore salto in classifica.

Ma non c’è solo la classifica. Berrettini punta a riprendersi un ruolo di primo piano anche indossando i colori Azzurri. Saltate le Olimpiadi, il prossimo appuntamento di spicco sarà la Coppa Davis con i gironi a Bologna, da cui passa l’accesso alle finali di Malaga.

Dichiarazioni e gli Azzurri

L’Italia, tra l’altro, arriva all’appuntamento da campione in carica e stavolta accanto a Sinner ci sarà anche Matteo.

“Difficile trovare degli obiettivi adesso, di sicuro migliorare il mio gioco in vista degli US Open e godermi i prossimi tornei – aveva detto Berrettini appena una settimana fa, dopo la vittoria del titolo a Gstaad.

“A inizio stagione abbiamo deciso che non avremmo pensato al mio ranking perché avevamo tanti dubbi, a partire dalla risposta del mio corpo”. Certo è che, dopo la vittoria di Kitzbuehel, almeno nella testa del tennista si sia aperta qualche prospettiva più concreta.
La top 30 a fine anno è alla portata, ma per come si è messa la situazione potrebbe arrivare già in America.