Un’Italia che stenta nel weekend dei motori perché, se Leclerc ed Hamilton chiudono rispettivamente ottavo e decimo a Melbourne, leggermente meglio va a Bagnaia in MotoGp con il quarto posto, nonostante sia comunque fuori dal podio.
Fronte F1
Ma cominciamo dalla F1. Gara pazza a Melbourne. All’Albert Park trionfa Lando Norris, capace di mantenere i nervi saldi in un rocambolesco GP d’Australia.
Una prova di maturità eccellente per l’inglese, che ha saputo gestire il ritorno improvviso della pioggia nelle fasi finali della corsa, quando anche il compagno di squadra Piastri (nono) ha commesso un errore uscendo di pista.
Secondo un solido Max Verstappen, autore di una gara straordinaria nonostante una Red Bull ben al di sotto delle prestazioni della MCL39.
L’olandese ha gestito alla perfezione la pista umida, chiudendo a meno di un secondo dal vincitore. A completare il podio un attento George Russell, seguito da un sorprendente Alex Albon con la Williams.
Quinto al traguardo il debuttante Kimi Antonelli, unico rookie a concludere la gara e protagonista di una rimonta da fenomeno dalla sedicesima posizione in griglia.
A fine gara, la FIA inverte le posizioni tra Antonelli e Albon, annullando l’iniziale penalità dell’italiano per “unsafe release” e regalandogli un incredibile quarto posto. Un giorno da favola per il giovane talento italiano.
Problemi in casa Ferrari
Per la Ferrari, invece, è stata una domenica deludente. Dopo una qualifica complicata, la SF-25 non è riuscita a trovare competitività nemmeno in gara.
Le scelte d’assetto fatte al sabato si sono rivelate vane: la monoposto di Maranello ha sofferto anche in condizioni bagnate, non riuscendo ad accendere gli pneumatici intermedi.
Leclerc, come di consueto, ha lottato sin dalla partenza, guadagnando la quinta posizione su Tsunoda ed Albon.
Tuttavia, il suo passo gara è crollato rapidamente, lasciandolo lontano dal trio di testa e persino dietro alla Mercedes di Russell.
Nel finale, con il ritorno della pioggia, il monegasco ha tentato l’azzardo rimanendo su gomma d’asciutto, ma la scelta non ha pagato e si è dovuto accontentare dell’ottava posizione.
Non è andata meglio a Lewis Hamilton che ha faticato per tutta la gara con una SF-25 instabile, lottando senza successo contro la Williams di Albon e chiudendo ai margini della top 10 dopo il ritorno della pioggia.
Fronte MotoGP
In Argentina, invece, è un dominio quello di Marc Marquez e del team Ducati. Marc Marquez scrive un’altra pagina di storia: con la vittoria numero 90 in MotoGP, il fuoriclasse di Cervera raggiunge il mito Angel Nieto.
Ma la festa è tutta di famiglia, perché suo fratello Alex, dopo aver guidato a lungo la gara, conquista un prezioso secondo posto per il team Gresini Ducati.
Sul podio anche Franco Morbidelli (Ducati VR46), che torna tra i primi tre in una gara lunga dopo quattro anni (l’ultima volta a Jerez, nel GP di Spagna 2021).
Giornata complicata, invece, per Francesco Bagnaia, che chiude in quarta posizione. I 25 giri sulla pista di Termas de Río Hondo si trasformano in un tango tutto spagnolo, con i fratelli Marquez protagonisti assoluti.
Marc parte dalla pole e tiene la testa, seguito come un’ombra da Alex. Al quarto giro, il pilota del team Lenovo cede il comando al fratello minore, che prova a fare il vuoto e guadagna fino a quattro decimi.
Marc sembra in difficoltà, rischia la caduta ma si salva con un prodigio da rodeo. L’assalto alla vittoria numero 90 sembra compromesso.
Ma il pluricampione non molla: torna sotto, fallisce un primo attacco, poi sferra il colpo decisivo a cinque giri dalla fine. Da lì, la gara diventa una passerella trionfale, con un messaggio chiaro agli avversari: Marc Marquez è tornato.