Dopo il Gran Premio di Cina, la Formula 1 sbarca in Giappone per il terzo appuntamento stagionale del Mondiale 2026. Lo fa nel segno della Mercedes, fin qui dominatrice con le vittorie di George Russell (più la Sprint Race a Shanghai) e di Kimi Antonelli, rispettivamente primo e secondo in classifica generale. Un dominio che, al momento, solo la Ferrari sembra in grado di contrastare, galvanizzata dai podi di Charles Leclerc e Lewis Hamilton, il primo al volante di una Rossa. La macchina sembra nettamente migliore di quella del 2025, ma per puntare al titolo manca qualcosa. In questo primo campionato, con i nuovi regolamenti che per alcune scuderie sono stati una benedizione e per altre sono ancora indigesti, servirà ancora un salto di qualità.

Quello di Suzuka è uno dei circuiti storici della Formula 1, per tanti anni decisivo nella lotta per il titolo mondiale quando era l’ultima gara della stagione. Dai duelli ai limiti della regolarità fra Alain Prost e Ayrton Senna nel 1989 e nel 1990 ai testa a testa Ferrari-McLaren di fine anni Novanta, che videro Michael Schumacher ed Eddie Irvine sconfitti da Mika Hakkinen nel 1998 e nel 1999, per poi arrivare alla grande rivincita del tedesco nel 2000 quando riportò il titolo piloti a Maranello 21 anni dopo il trionfo di Jody Scheckter, prendendosi anche la soddisfazione di vincere il Gran premio per la terza volta in carriera. Nel 2003 salì sul gradino più alto del podio Rubens Barrichello (Ferrari), ma l’ottavo posto di Schumacher bastò a tenere dietro la McLaren di Kimi Raikkonen nel duello finale per il titolo mondiale.

Proprio a Schumacher risale, nel 2004, l’ultimo successo del Cavallino Rampante in Giappone, è sempre lui a detenere ancora il record di vittorie, a quota sei (una su Benetton nel 1995). Secondo in questa classifica, con cinque affermazioni, l’attuale ferrarista Hamilton, di cui una su McLaren e quattro su Mercedes. Le ultime quattro edizioni sono state invece il regno di Max Verstappen, a caccia di riscatto dopo l’ottavo posto in Australia e il ritiro in Cina. Mad Max ha dichiarato apertamente di non gradire questa nuova Formula 1, ma spera di rilanciarsi su una delle sue piste preferite.

Ma se la Red Bull piange, non sorride nemmeno la McLaren: due ritiri su due gran premi per Oscar Piastri, mentre il campione del mondo, Lando Norris, è fermo al quinto posto a Shanghai. La scuderia di Woking ha scritto la storia in Giappone ed è la più vincente di sempre, con nove affermazioni. Le condizioni per la “decima” non sembrano proprio esserci, ma sarebbe già un ottimo risultato riacquistare un minimo di competitività e lottare per il podio.

Ancora più in difficoltà Fernando Alonso, che in Giappone ha terminato due volte la gara davanti a tutti: nel 2006 a Suzuka e nel 2008 a Fuji, entrambe alla guida della Renault. La sua Aston Martin è infatti la più grande delusione all’inizio del 2026. L’arrivo di Adrian Newey alla guida della scuderia britannica sembrava la via per portare finalmente la macchina nel gruppo di chi lotta per la vittoria, ma i problemi tecnici nello sviluppo e nell’adattamento ai nuovi regolamenti rendono complicatissimo anche solo arrivare al traguardo per il pilota spagnolo e per il compagno di squadra, il canadese Lance Stroll. Si attende anche da loro qualche segnale di riscossa.