La vittoria a Gstaad, il secondo titolo del 2024 e il rientro in top 50. C’è tutto per festeggiare dalla scorsa domenica di Matteo Berrettini, che dopo un calvario durato anni, inizia a vedere la luce in fondo al tunnel.
Trionfo e percorso
Il 6-3 6-1 a Quentin Halys è solo l’ultimo di una serie di risultati che incoronano il tennista romano “Re di Gstaad” per la seconda volta in carriera. C’è ancora tanta strada da fare, ma i motivi per sorridere sono sempre di più.
Il primo è dato da una coincidenza: nel 2018, proprio nella località svizzera, era arrivato il primo trionfo nel circuito ATP. Il destino ha voluto che, sugli stessi campi in terra rossa, Berrettini abbia messo un altro importante tassello nella strada per tornare ai vertici della classifica.
Non volerà a Parigi, Matteo, che dalla Svizzera è volato a Kitzbuehel, Austria, per affrontare un altro 250 dov’è atteso all’esordio contro il russo Pavel Kotov, con un possibile secondo turno con Alejandro Tabilo.
Le dichiarazioni
Sulle tappe successive il tennista va cauto: “quando ho iniziato quest’anno, in ritardo, ci sono stati tanti dubbi sulla condizione fisica”, le sue parole dopo la finale di Gstaad.
“Difficile trovare degli obiettivi adesso, di sicuro trovare gioco in vista degli US Open e godermi i prossimi tornei”. Anche sul ranking l’ex numero 6 del mondo non si sbilancia: “a inizio stagione abbiamo deciso che non avremmo pensato al mio ranking perché avevamo tanti dubbi, intanto sulla risposta del mio corpo“.
Ha continuato poi l’Azzurro: “La cosa più importante è che sto bene e che gioco bene. Se queste due cose succedono, posso fare bene. Voglio farlo allo Us Open e in tutta l’estate americana”.
Se bisogna essere più precisi, però, Berrettini preferisce farlo a lungo termine: “Un buon obiettivo può essere arrivare tra i primi 30 per l’Australian Open, così da essere testa di serie a Melbourne”.
Obiettivi e prospettiva
Un grande balzo in avanti può farlo già nello Slam a stelle e strisce in programma tra poco più di un mese. Agli US Open, il classe 1996 arriva con il magrissimo bottino del 2023 (eliminazione al secondo turno per mano di Rinderknech).
Ciò significa che un buon risultato corrisponderebbe a un importante avanzamento in classifica. Uno scenario già difficilmente pronosticabile appena a inizio 2024, nel quale Berrettini entrava fuori dai primi 100.
Poi, l’inizio della scalata: dal titolo a Marrakech fino a quello appena conquistato a Gstaad, passando per la finale persa a Stoccarda, che nonostante l’amaro risultato ha permesso a Matteo di mettere in saccoccia punti pesanti per la graduatoria ATP.
Con una crescita del genere, le premesse per una seconda parte d’anno ancora più scintillante non mancano.