Sabato 23 agosto prenderà il via l’80esima edizione della Vuelta di Spagna, terzo e ultimo grande giro della stagione del ciclismo su strada.
La corsa iberica partirà dall’Italia, con le prime tre tappe in Piemonte, fra Torino e Ceres, passando per Novara, Alba, Limone Piemonte e San Maurizio Canavese.
Percorso molto duro nel complesso, con ben 10 arrivi in salita, fra cui la storica ascesa dell’Angliru e la durissima Bola del Mundo dove, nel 2010, Vincenzo Nibali si assicurò la vittoria finale.
In evidenza una cronometro di 27 chilometri a Valladolid, una crono a squadre di 20 chilometri a Figueres e soli quattro arrivi per velocisti, inclusa la tradizionale frazione conclusiva a Madrid.
La grande chance
Il grande favorito è Jonas Vingegaard, trionfatore al Tour de France nel 2022 e nel 2023 e secondo, in Spagna, due anni fa (con due tappe conquistate) alle spalle del compagno di squadra Sepp Kuss, in un podio dominato dalla Visma con il terzo posto di Primoz Roglic.
Rispettando gli ordini di squadra e lasciando la vittoria all’americano, il danese ha perso l’occasione per la doppietta Vuelta-Tour.
Quest’anno ritorna a caccia di riscatto dopo il secondo posto nell’ultima Grande Boucle alle spalle di Tadej Pogacar.
Lo sloveno avrebbe dovuto partecipare alla corsa iberica ma, dopo il quarto trionfo a Parigi e le imprese nelle classiche di inizio stagione, ha preferito concentrarsi su Mondiale e Giro di Lombardia.
L’assenza del grande rivale offre a Vingegaard un’occasione ghiottissima. Questa volta Kuss rientrerà nei ranghi di prezioso scudiero, aiutato dal connazionale Matteo Jorgenson.
I rivali
Senza la sua punta di diamante, la Uae Emirates punterà sul portoghese Joao Almeida, costretto al ritiro al Tour de France per una caduta, ma protagonista, fino a quel momento, di una grande stagione, con i successi finali nel Giro dei Paesi Baschi, Giro di Romandia e Giro di Svizzera.
Per lui un quinto posto alla Vuelta nel 2022 e il gradino più basso del podio al Giro 2023. Sarà co-capitano della squadra Juan Ayuso, vincitore di una tappa nell’ultima Corsa Rosa, ma frenato da una caduta e dalla rivalità interna con il messicano Isaac Del Toro.
L’iberico, terzo alla Vuelta nel 2022, è a caccia del salto di qualità nei grandi giri e la Spagna si affida a lui per tornare sul gradino più alto del podio, a 11 anni dal trionfo di Alberto Contador nel 2014.
E gli italiani?
Difficile sperare nella vittoria che manca dal 2015 con Fabio Aru, ma le possibilità di far bene ci sono.
Ci si aspetta una conferma dal talento emergente Giulio Pellizzari, protagonista al Giro e co-capitano della Red Bull, insieme all’australiano Jai Hindley, vista l’assenza di Roglic, campione in carica e quattro volte vincitore.
Sarà invece leader della Bahrain Victorious Antonio Tiberi, quinto al Giro 2024. In grande forma Giulio Ciccone, fresco vincitore della Classica di San Sebastian, ma l’abruzzese della Lidl Trek potrebbe puntare sulle vittorie di tappa e sulla classifica di miglior scalatore, già conquistata a Giro e Tour.
Da tenere d’occhio
Gli altri uomini più attesi sono l’ecuadoriano Richard Carapaz, che sfiorò la vittoria nel 2020, lo spagnolo Mikel Landa, l’austriaco Felix Gall e l’australiano Ben O’Connor, secondo lo scorso anno.
Il velocista danese Mads Pedersen, maglia ciclamino dell’ultimo Giro d’Italia, è invece il favorito per la classifica a punti.