Prenderà il via sabato 5 luglio da Lille l’edizione numero 112 del Tour de France. Dopo tre anni consecutivi all’estero, nel 2025 la “Grand Depart” torna in Francia, per una Grande Boucle definita “vintage” dagli stessi organizzatori.

L’analisi del Tour

Previste 21 tappe con i due soliti giorni di riposo (martedì 15 e lunedì 21 luglio), ben 5 arrivi in salita, due cronometri, sette arrivi per velocisti, con diverse occasioni per fughe: un totale di oltre 3.338 chilometri con un dislivello totale di oltre 52.500 metri.

Un Tour de France completo, che vede al via tutti i grandissimi del ciclismo mondiale.

Per il successo finale però, c’è la solita lotta a due tra Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard, vincitori delle ultime cinque edizioni dal 2020 in poi.

Il testa a testa principale

Sarà allungo dello sloveno o aggancio a tre vittorie del danese? Il dominio totale dell’ultimo anno, in cui Vingegaard arrivava però da un grave infortunio, e la facilità con cui si è imposto al Giro del Delfinato 2025 rendono Pogacar il logico favorito, ma la preparazione di Vingegaard è sempre studiata per stupire in Francia, motivo per cui ci si può aspettare un nuovo guizzo vincente.

I due dominatori si presentano accompagnati da squadre di assoluto livello, per la UAE di Pogacar al via gente come Almeida e Adam Yates, o Jorgenson, Simon Yates e Van Aert per il Team Visma di Vingegaard, fanno prevedere che per gli altri ci sarà pochissimo spazio.

Gli sfidanti

Il primo sfidante della lista è sicuramente Remco Evenepoel, finisseur e cronoman devastante, ma ancora un gradino in basso su una corsa a tappe di tre settimane.

Per gli altri pochissime speranze: dopo il ritiro al Giro d’Italia cerca riscatto Primoz Roglic.

Con lui si candidano per un ruolo da protagonista Ben O’Connor, Carlos Rodriguez o Santiago Buitrago, mentre sono poche le possibilità per Enric Mas o i veterani Richard Carapaz e Geraint Thomas, forse più orientati alla gloria giornaliera.

Gli italiani

E gli italiani? Obiettivo numero 1 è ritrovare un successo di tappa, che manca dall’acuto di Vincenzo Nibali nella penultima frazione del 2019, per un digiuno di quasi sei anni e 106 appuntamenti.

Sempre nello stesso anno l’ultima maglia gialla di Giulio Ciccone. Proprio lo scalatore abruzzese, undicesimo nel 2024, è una delle speranze Azzurre insieme a Filippo Ganna, tra i favoriti nelle due cronometro in programma, con il sogno di concludere il tris dopo le vittorie già ottenute tra Vuelta e Giro d’Italia.

Grande attesa anche per il velocista Jonathan Milan, alla prima partecipazione al Tour. Proprio il friulano della Lidl-Trek potrebbe spuntarla già nella prima giornata di Lille, che potrebbe rappresentare per l’Italia la fine di un doppio digiuno davvero troppo lungo.