Ancora Tadej Pogacar. Il fenomeno sloveno si aggiudica il quarto Tour de France della sua carriera, il secondo consecutivo, mettendosi ancora una volta alle spalle il grande rivale Jonas Vingegaard.
Dominio Pogacar
Una corsa a tappe mai davvero in discussione, con il ciclista della UAE Emirates – vincitore di quattro tappe – dominante fin dalla settimana iniziale, con la prima maglia gialla indossata dopo la cronometro di Caen, quinta tappa della Grande Boucle, per poi perderla e ritrovarla definitivamente una settimana dopo, nel capolavoro dell’Hautacam, primo grande arrivo in salita chiuso con 2 minuti e 10 di vantaggio proprio su Vingegaard.
Nonostante un’ultima settimana “tranquilla” senza acuti né vittorie, Pogacar si è imposto con un distacco di 4 minuti e 24 secondi sul danese e di 11 minuti sul tedesco Florian Lipowitz, una delle rivelazioni dell’edizione 2025.
Il classe 2000 ha conquistato la “Maglia bianca” di miglior giovane davanti lo scozzese Oscar Onley, terminato al quarto posto nella generale a oltre un minuto da Lipowitz.
Per Pogacar, al sesto podio consecutivo al Tour, anche la vittoria della maglia a pois per il miglior scalatore, in una stagione che finora ha dell’incredibile.
A pochi giorni dalla fine del mese di luglio Pogj è già riuscito ad aggiudicarsi lo Strade Bianche, il Giro delle Fiandre, la Freccia Vallone e la Liegi-Bastogne-Liegi, più tre tappe e classifica generale del Giro del Delfinato.
Delusione invece per Vingegaard, che per il secondo anno ha dimostrato di avere qualcosa di meno dello sloveno.
Non supportato a dovere da un Team Visma non all’altezza sia nella prestazione dei suoi gregari che nelle scelte tattiche, il vincitore del Tour 2022 e 2023 non è riuscito mai a staccare e impensierire Pogacar, dimostrando una forma inferiore a due anni fa.
Riscatto Italia
Chi sorride, dopo tanto tempo, è l’Italia, grazie a Jonathan Milan. “Il gabbiano” friulano, alla prima partecipazione al Tour, si è imposto in due tappe in volata, cancellando un digiuno che per il ciclismo azzurro durava addirittura dall’acuto di Nibali nel 2019 a Val Thorens e soprattutto portando a casa la “Maglia verde” della classifica a punti.
Milan – aiutato anche dai ritiri di Philipsen e Van der Poel – è stato il più regolare, imponendosi anche in diversi traguardi volanti risultati poi fondamentali.
Oltre a lui però, pochi guizzi italiani in Francia: spiccano i podi di Edoardo Affini, terzo nella cronometro di Caen o il secondo posto di Ballerini nella “passerella” finale di Parigi, con un solo italiano nella top-40, Simone Velasco, con un ritardo di quasi tre ore dalla maglia gialla.