Il Mondiale di Formula 1 si deciderà all’ultima gara, ad Abu Dhabi, nel prossimo weekend. Sarà corsa a tre fra il leader Lando Norris, Max Verstappen e Oscar Piastri. Vincendo domenica in Qatar, il quattro volte campione del mondo della Red Bull è riuscito a riaprire definitivamente un campionato che, fino a poche settimane fa, sembrava saldamente nelle mani della McLaren e limitato al duello interno Norris-Piastri: da una parte le cinque vittorie dell’olandese nelle ultime otto gare, dall’altra la crisi di Piastri, a lungo leader della generale, e gli errori del box McLaren, su tutti la squalifica di entrambe le vetture a Las Vegas (per consumo anomalo del fondo) e la strategia dei pit-stop a Losail, che ha favorito il successo di Mad Max.
NORRIS CAMPIONE SE… – Norris è ancora padrone del suo destino e gli basterà arrivare sul podio sul circuito di Yas Marina per laurearsi campione del mondo. Ma il suo vantaggio in classifica si è ridotto a 12 punti su Verstappen e 16 sul compagno-rivale Piastri, rientrato in gioco con il secondo posto in gara, in Qatar, e il trionfo nell’ultima Sprint Race nella stagione. Il britannico punta ripetere il successo della scorsa edizione quando fece sua l’ultima gara del 2024.
VERSTAPPEN CAMPIONE SE… – Se l’olandese centrasse il suo ottavo sigillo stagionale, sarebbe sufficiente avere Norris fuori dai primi tre. In caso di secondo o terzo posto, dovrebbe sperare in un piazzamento del britannico rispettivamente dal settimo o dal nono posto in giù, con Piastri che contemporaneamente manca il successo. La sua rimonta ha già comunque il sapore dell’impresa: il 31 agosto, dopo il Gran Premio d’Olanda, erano 104 i punti di distacco dal primo posto della generale, allora occupato da Piastri che proprio a Zandvoort è salito l’ultima volta sul gradino più alto del podio in una gara formato classico. Abu Dhabi evoca dolcissimi ricordi a Mad Max: sul circuito di Yas Marina ha già trionfato quattro volte consecutive, fra il 2020 e il 2023. Il colpo del 2021 gli è valso inoltre il primo titolo mondiale, con il celebre sorpasso ai danni della Mercedes di Lewis Hamilton all’ultimo giro.
PIASTRI CAMPIONE SE… – L’australiano della McLaren è obbligato a vincere per fare suo un Mondiale di cui è stato a lungo il favorito. Ma deve anche sperare che Norris termini la gara dal sesto posto in giù. Se invece il britannico finisse decimo o fuori dalla zona punti, Verstappen non dovrebbe salire sul podio.
IN CASO DI ARRIVO A PARI PUNTI – A parità di punti il titolo va al pilota con più gran premi conquistati in stagione. Con il colpo di Mad Max in Qatar, tutti e tre i contendenti sono a quota 7 vittorie. Se nessuno di loro salisse sul gradino più alto del podio, trionferebbe il pilota con più secondi posti all’attivo. Questa classifica particolare vede Norris in vantaggio a 8, seguito da Verstappen a 5 e Piastri a 4.
LE VOLATE IRIDATE A TRE – L’ultima vera volata iridata a tre risale al 2010, ancora ad Abu Dhabi. Protagonista in negativo la Ferrari di Fernando Alonso, arrivato in testa al mondiale all’atto finale, ma scavalcato da Sebastian Vettel, per aver fatto la corsa sull’altra Red Bull di Mark Webber. Si decise in questo modo anche l’ultimo titolo piloti vinto da Maranello, con Kimi Raikkonen che conquistò il Gran Premio del Brasile nel 2007, sorpassando in classifica le McLaren di Hamilton e Alonso. Tutti e tre i piloti erano arrivati a Interlagos racchiusi in 7 punti, con il britannico, al suo primo anno in Formula 1, in testa.
ULTIMA OCCASIONE PER LA FERRARI – Yas Marina rappresenta l’ultima occasione, per la Ferrari, per non chiudere il 2025 a digiuno di vittorie. Dovrebbe però riuscirci su una pista dove non ha mai trionfato. I risultati delle Rosse nelle ultime gare sono tutt’altro che incoraggianti: Charles Leclerc non sale sul podio da tre gran premi (l’ultima volta è il secondo posto in Messico il 27 ottobre); Hamilton non è mai entrato nella top-3 dal suo approdo a Maranello. Dalla sua parte ci sarebbe la tradizione, con i quattro successi ottenuti con la Mercedes (2014, 2016, 2018 e 2019) e il colpo con la McLaren nel 2011. Risultati difficili da ripetere domenica.