Formula 1, Gp Stati Uniti: Verstappen punta al poker, Leclerc sogna il bis del 2024

Il Gran Premio degli Stati Uniti, diciannovesimo appuntamento del Mondiale di Formula 1, in programma domenica, sarà un nuovo capitolo del duello sempre più incerto fra Oscar Piastri e Lando Norris per la conquista del titolo piloti. Dopo il successo dell’australiano in Olanda, l’ultimo finora in casa McLaren, il britannico ha rosicchiato punti al compagno-rivale nelle ultime tre gare in Italia, Azerbaigian e Singapore, ma non ha saputo approfittare pienamente del momento di crisi e si trova ancora a -22 in classifica generale.

Cosa che invece ha fatto Max Verstappen con le vittorie a Monza e Baku e il secondo posto a Singapore. Il campione del mondo in carica ha così riacceso una piccola fiamma di speranza per la sua quinta iride consecutiva. Vuole proseguire la striscia positiva a Austin, dove ha trionfato tre volte, nel 2021, 2022 e 2023. Non sarà però una missione facile: l’olandese è terzo a 63 punti di distacco da Piastri. Non un divario incolmabile, con ancora sei gran premi da disputare, ma molto dipenderà dalle McLaren. La scuderia di Woking sembra aver perso quella supremazia tecnica netta che ha avuto per la maggior parte della stagione, culminata con la conquista del decimo titolo costruttori due settimane fa, mai realmente in discussione nel 2025. Improbabile però ipotizzare che entrambi i piloti entrino in una spirale negativa. Saranno sicuramente dei segnali importanti le prestazioni sulla pista texana, dove né Piastri né Norris sono mai saliti sul gradino più alto del podio.

Impresa riuscita a Charles Leclerc lo scorso anno, ma sembra passato molto più tempo. Solo dodici mesi fa, la Ferrari stava vivendo un finale di stagione esaltante e promettente, in lotta con la McLaren per il titolo costruttori, poi andato a Woking. Il presente parla invece di una Rossa che non sale sul podio da cinque gare (dal terzo posto del monegasco in Germania il 27 luglio) e che, in questo momento, sembra relegata al ruolo di quarta forza del Mondiale, superata anche dalla Mercedes, capace di riportare alla vittoria George Russell a Singapore. Se il britannico delle Frecce d’Argento si gode il secondo acuto stagionale, lo zero alla voce vittorie pesa come un macigno a Maranello. Concreto il rischio di terminare la stagione a digiuno, come non accade dal 2014. Il Team Principal Frederic Vasseur spera che Leclerc possa in qualche modo ripetere il colpo del 2024, ma si affida anche alla tradizione positiva di Lewis Hamilton a Austin, dove ha prevalso quattro volte consecutive, in carriera, fra il 2014 e il 2017. Ma anche era un’altra epoca e la macchina era la Mercedes che allora dominava la Formula 1.

MotoGP, Bagnaia e Bezzecchi contro il tabù Australia: con Marquez out si può interrompere un digiuno di undici anni

Torna in pista la MotoGP, nel fine settimana, con il Gran Premio d’Australia, diciannovesimo appuntamento stagionale. A Phillip Island si correrà senza il neo campione del mondo Marc Marquez, costretto a saltare almeno una gara (e forse anche la successiva in Malesia) a causa dell’infortunio alla spalla destra, conseguenza della caduta in Indonesia nell’incidente con l’Aprilia di Marco Bezzecchi. Il suo posto sulla Ducati ufficiale sarà preso dal collaudatore Michele Pirro. L’assenza del dominatore del 2025, vincitore lo scorso anno sulla pista australiana, offre ai rivali una ghiotta occasione per accaparrarsi una fetta di ciò che resta di un Mondiale già deciso da tempo.

L’Italia vanta una tradizione positiva nel Gran Premio d’Australia ma, nella classe regina, non sale sul gradino più alto del podio dal 2014 con Valentino Rossi. Per il “Dottore” sono stati otto i successi complessivi a Phillip Island: due in 250, nel 1998 e nel 1999 su Aprilia, e sei fra 500 e MotoGP, con i cinque consecutivi tra il 2001 e il 2005, in sella a Honda e Yamaha. Una striscia che, per i colori italiani, arriva a sette trionfi, includendo il 2000 di Max Biaggi, su Yamaha, e il 2006 di Marco Melandri, su Honda. L’ultimo acuto del nostro motociclismo in terra australiana risale al 2023, in Moto 2, con la Kalex di Tony Arbolino.

Per interrompere il digiuno di undici anni in MotoGP, i tifosi italiani di affidano ancora una volta al duo Bagnaia-Bezzecchi. Il due volte campione del mondo sulla Ducati ufficiale sembrava aver ritrovato se stesso con la doppietta gara-Sprint Race in Giappone a fine settembre. Ma dopo la seconda vittoria di un’annata deludente (solo terzo in classifica generale a -88 da Alex Marquez e addirittura a -271 da Marc) sono arrivati la caduta e il ritiro in Indonesia. Luci e ombre invece a Mandalika per il romagnolo dell’Aprilia, trionfatore nella Sprint Race per la seconda volta in stagione, ma finito fuori pista in gara. Uno zero nella casella dei punti che comunque non rovina la brillante seconda parte di campionato di Bezzecchi. I due italiani non hanno mai vinto a Phillip Island in nessuna categoria del Motomondiale. È un ottimo momento per sbloccarsi.
Vorrà essere della partita anche lo spagnolo Fermin Aldeguer del Team Gresini, reduce dal suo primo successo in MotoGP, in Indonesia, davanti alla Ktm di Pedro Acosta. Proprio Aldeguer aveva chiuso davanti a tutti lo scorso anno, in Australia, in Moto 2, in sella alla Boscoscuro. Ripetersi nella classe regina non è facile, ma dopo una prestazione come quella di Mandalika due settimane fa, è impossibile non considerarlo tra i favoriti. Senza dimenticare il connazionale Alex Marquez, troppo spesso messo in ombra dall’ingombrante fratello, ma autore della miglior stagione in carriera, all’insegna della regolarità. Gli acuti in Spagna e Catalogna rendono quasi inattaccabile il suo secondo posto in classifica generale. Senza Marc in pista, il tris non è assolutamente un miraggio.