Due i momenti simbolo degli Australian Open 2026, appena conclusi: la grande delusione di Jannik Sinner che, sconfitto in semifinale da Novak Djokovic, ha dovuto abdicare al trono di Melbourne dopo due vittorie consecutive, e il trionfo di Carlos Alcaraz, tennista più giovane della storia conquistare tutti e quattro gli Slam in carriera, a neanche 23 anni. Il club esclusivo del “Career Slam” conta ora nove membri, dopo Fred Perry, Don Budge, Rod Laver, Roy Emerson, Andre Agassi, Roger Federer, Rafa Nadal e Novak Djokovic.

Lo spagnolo aveva i quarti di finale come risultato migliore sul cemento australiano, ma il suo straordinario stato di forma gli ha permesso di saltare direttamente sul gradino più alto del podio, senza passaggi intermedi. Una vittoria che consolida la sua posizione di numero uno della classifica Atp, dove il vantaggio su Sinner sale a 3.350. L’altoatesino avrà però la possibilità di recuperare terreno nei prossimi mesi, gli stessi in cui, lo scorso anno aveva scontato la squalifica patteggiata per il caso Clostebol. Nel periodo compreso fra gli Australian Open e gli Internazionali di Roma, Alcaraz dovrà difendere 2.340 punti, accumulati con le vittorie a Rotterdam e Montecarlo, la finale di Barcellona e la semifinale a Indian Wells. La speranza, per l’altoatesino, è ritrovare la condizione migliore in vista del Roland Garros, sfuggito in finale lo scorso anno proprio contro lo spagnolo nella “partita” del secolo. La grande occasione di Sinner sfumò con il vantaggio di due set e la possibilità di servire per il torneo. Poi la rimonta di Alcaraz e il sorpasso decisivo al super tie-break finale. Il conteggio degli Slam vinti vede ora lo spagnolo in vantaggio per 7-4. L’altoatesino punta almeno ad accorciare entro fine anno e magari diventare il decimo membro del “Career Slam Club”.

Novak Djokovic ha perso la sua prima finale a Melbourne, dopo dieci vittorie, ma può consolarsi con il terzo posto nel ranking mondiale. Sorpassato Alexander Zverev, secondo nell’edizione 2025 del torneo e “solo” semifinalista quest’anno. Il tedesco è ora tallonato, in classifica, dal numero cinque Lorenzo Musetti, che si è avvicinato a soli 200 punti di distanza. Per il 23enne di Carrara c’è il rimpianto del derby italiano mancato con Sinner in una semifinale sfuggita solo per colpa dell’infortunio che ha spianato la strada a Djokovic, sotto di due set. Ma anche la consapevolezza di stare crescendo ancora e di aver ridotto il divario con i migliori quattro.

TRIS SFUMATO PER SABALENKA

Nel torneo femminile, la bielorussa Aryna Sabalenka vede sfumare ancora una volta il tris, dopo i successi del 2022 e del 2024. Quarta finale consecutiva sul cemento di Melbourne, ma se nel 2025 aveva dovuto cedere il passo alla statunitense Madison Keys, quest’anno si è arresa, in tre set, a Elena Rybakina che, con il secondo Slam conquistato in carriera dopo Wimbledon 2022, risale al terzo posto della classifica Wta. La kazaka si è avvicinata al secondo posto occupato dalla polacca Iga Swiatek, sconfitta nei quarti di finale. Resta invece saldamente al comando Sabalenka che, anche quando non vince, conferma la sua straordinaria continuità di rendimento.

Una continuità che deve invece ritrovare Jasmine Paolini, delusa dall’eliminazione al terzo turno contro la statunitense Iva Jovic, penalizzata anche da problemi di stomaco. La tennista di Bagni di Lucca si consola mantenendo l’ottavo posto nel ranking mondiale ma deve recuperare la forma dei giorni migliori per restare in Top 10.