Le star dell’oro olimpico a stelle e strisce sono pronte, così come il resto dell’NBA. Torna il campionato di basket più spettacolare del pianeta e lo farà nella notte tra martedì 22 e mercoledì 23 ottobre, quando i Boston Celtics, detentori del titolo, ospiteranno i New York Knicks nel season opener.
Sarà inoltre la stagione numero 22 per LeBron James. L’ultima? Ancora non si sa, ma sicuramente, dopo il successo di Parigi (il terzo alle Olimpiadi), vuole continuare a macinare record con i suoi Lakers.
Eastern Conference
Guardando alla Eastern Conference, potrebbe essere una competizione emozionante. I Celtics difenderanno il loro titolo NBA quest’anno, ma avranno chi gli darà filo da torcere e, inoltre, saranno senza Kristaps Porzingis per iniziare la stagione.
I Knicks e i 76ers hanno fatto grandi mosse di mercato in questa off season, Cleveland spera che Kenny Atkinson possa elevare il livello della squadra, Milwaukee sta cercando di dimostrare che i dubbiosi si sbagliavano, mostrando che sono ancora una potenza ad Est, mentre Indiana e Orlando sperano di fare il salto di qualità nonostante delle squadre molto giovani.
C’è poi Miami che non si arrende all’idea di non avere più benzina nel serbatoio. A fari spenti, invece, hanno lavorato gli Atlanta Hawks, eppure c’è una stella in squadra come Trae Young e una emergente, Jalen Johnson.
Rilancio Toronto Raptors
Difficile dire ora a cosa potranno puntare, mentre risulta più facile farlo con i Toronto Raptors che hanno nei play-in l’obiettivo di stagione. Vivono un periodo di transizione come Atlanta, dopo una stagione che definire tumultuosa è dir poco, ma i pilastri del giovane core della franchigia canadese saranno Scottie Barnes e RJ Barrett.
Le aspettative intorno al Rookie of the Year 2022 sono ogni anno più alte, con le ultime statistiche stagionali (19.9 punti, 8.2 rimbalzi e 6.1 assist) che gli sono valse anche il ruolo di All-Star.
Per l’ex giocatore dei Knicks, invece, l’ambientamento in Canada è finito e dovrà dare continuità alle sue prestazioni. Al momento, però, tolti i due giocatori appena citati, manca lo star power necessario per poter fare un salto di qualità verso la post-season.
Western Conference e superstar
A ovest, invece, la Pacific Division si conferma una delle più interessanti di tutta la prossima NBA: sono tanti i veterani nelle cinque squadre, a partire da LeBron James, che compirà 40 anni a dicembre, fino a Kevin Durant, James Harden e DeMar DeRozan. Tanta esperienza, dunque, ma anche tante incognite nella corsa al vertice della classifica per un fattore campo ai Playoff.
Rinnovo Golden State
Dopo aver salutato Klay Thompson, i Golden State Warriors si preparano ad affrontare la stagione con un roster rinnovato e una maggior flessibilità finanziaria. Il nucleo storico, con Stephen Curry e Draymond Green, rimane il pilastro attorno al quale la squadra di Steve Kerr costruirà le sue ambizioni.
Nonostante i suoi 36 anni, Curry sarà ancora una volta il motore offensivo della franchigia, reduce com’è da una stagione 2023-24 in cui ha viaggiato a una media di 26.4 punti a partita, superando, per la tredicesima annata in carriera, il 40% di realizzazione da tre punti.
Una delle maggiori incognite sul roster riguarda dunque chi potrà affiancare il quattro volte campione NBA come secondo realizzatore. Tra i giovani da tenere d’occhio ci sono poi Moses Moody e i rookie Brandin Podziemski e Trayce Jackson-Davis, con i quali la squadra spera di costruire il futuro.
Podziemski ha impressionato durante la Summer League e potrebbe ritagliarsi un ruolo significativo nelle rotazioni se riuscirà a mantenere la sua efficienza al tiro (45.4% dal campo e 9.2 punti di media).